mostre

L'energia di Milano alla Triennale

100 anni di AEM per Milano

ALLA TRIENNALE LA MOSTRA “L'ENERGIA DI MILANO”
In occasione delle celebrazioni del centenario di AEM


Nell'ambito delle celebrazioni dei cento anni dell' Azienda Elettrica Municipale di Milano, la Fondazione Aem promuove dall'8 novembre 2010 al 6 gennaio 2011, presso la Triennale di viale Alemagna, la mostra “L'Energia di Milano”.
La rassegna rappresenta qualcosa di più di una semplice esposizione fotografica. Attraverso le immagini provenienti dagli Archivi dell'Aem, infatti, viene ripercorsa tutta la storia dell'azienda, dal 1910 al 2010, dalla forza delle acque dell'Alta Valtellina, che diedero vita al sistema idroelettrico di Milano, alle scelte strategiche che hanno consentito di raggiungere dimensioni industriali di livello nazionale con la nascita di A2A.

Questa mostra racconta cento anni di storia dell’energia, di lavoro, di passioni e di sviluppo che coincidono con la trasformazione di Milano in capitale economica del paese. Le fotografie dei  professionisti descrivono così l’AEM dalla sua origine, nel 1910, attraverso tappe importanti: dall’acquisizione della gestione del gas, alla quotazione in borsa, alla fusione con AMSA e ASM di Brescia che ha dato luogo oggi ad A2A. Il passato di un’azienda che ha fatto del dialogo con i cittadini-clienti la sua forza, costituisce oggi una preziosa risorsa per affrontare le sfide del presente con la stessa dedizione dei suoi dipendenti e con lo stesso entusiasmo degli amministratori di un secolo fa.

E' una storia fatta di uomini e di paesaggi naturali e urbani: operai, ingegneri, architetti, amministratori e manager attenti alle esigenze dei cittadini e del territorio.
Le fotografie scelte per la mostra “L'Energia di Milano” non si limitano alla descrizione della produzione e della distribuzione dell'energia, ma compiono una vera e propria indagine a 360 gradi sul lavoro, sulla città e sui milanesi.
Agli scatti dei fotografi incaricati nel corso degli anni dall'AEM e da agenzie specializzate, si affiancano quelli di alcuni tra i più importanti professionisti della scena italiana e internazionale per proporre al visitatore uno sguardo d'autore su una delle realtà più vitali dell'Italia contemporanea.

“La mostra, come tutte le altre attività celebrative – afferma il Presidente della Fondazione Aem, Marcello Di Capua – si propone di richiamare l'attenzione su quel contesto storico e sulle condizioni sociali, industriali, culturale ed artistiche che caratterizzarono la nascita e, poi, il percorso di AEM nei successivi decenni”. “Eccellenza e dedizione, innovazione e responsabilità verso i cittadini sono valori che oggi compiono cento anni, ma che, parlando di Aem, oggi A2A, non mostrano alcun segnale di vecchiaia. Il ruolo della Fondazione AEM è quello di mettere in luce i temi della nuova cultura dell'energia, che tenga insieme l'idea della responsabilità sociale e ambientale. Vogliamo indicare ai cittadini soluzioni concrete ed integrate affinchè la società civile possa riprendere in mano temi come quelli relativi al futuro dell’energia in modo diretto. Ecco perché nei prossimi mesi parleremo anche di Smart Grids e Big Society. Il compito è compito arduo, ma reso però possibile dal patrimonio storico di questa gloriosa Azienda e dal know-how dei grandi professionisti che vi lavorano”.

Un appuntamento importante per Milano e per il mondo imprenditoriale, economico e politico della città e della Lombardia.

Ricordiamo che nel mese di maggio sono partite le iniziative della Fondazione AEM e di A2A per il Centenario, tra cui le mostre “Monumenti elettrici” nella storica sede di Piazza Trento, con le sue ciminiere fumanti dipinte da Boccioni nelle opere “Città che sale”, ”Giganti e Pigmei” (1910); e nel giugno scorso “I luoghi storici dell’energia” al Politecnico di Milano.A cui si aggiungono ora la mostra fotografica alla Triennale e la presentazione del libro sui 100 anni di AEM a cura di Gabriele D’Autilia, edito da Feltrinelli; alcuni interventi illuminotecnici su chiese e piazze di Milano; la mostra sul concorso internazionale Ex Libris “L’AEM dalla sua nascita ad oggi: l’energia, i suoi luoghi e il progresso industriale. Gli ex libris narrano e illustrano” alla Fondazione AEM.

Nel corso di questo secolo di vita, l'impresa milanese ha spaziato dalla produzione di energia elettrica sino all'attuazione di piani territoriali di integrazione energetica, dal municipalismo fino alla privatizzazione del 1992. La storia di AEM ha inoltre accompagnato una fase intensa di trasformazione della città di Milano da capitale industriale a polo terziario e finanziario del Paese. Questi eventi rappresentano - e attraverso la mostra sarà particolarmente evidente - un’ulteriore occasione per riflettere sul senso che l'esperienza di AEM ha avuto nel supporto alla crescita industriale della città anche come esempio costante di buona gestione, lungimiranza, capacità di comunicazione e attenzione ai cittadini.

Nell’introduzione al libro, che accompagna la grande mostra alla Triennale - progetto e allestimento di Alinari e Il Sole 24 Ore, a cura dello studio Castelletti e di Gabriele D’Autilia,  che concluderà le manifestazioni del Centenario - Salvatore Carruba, del Comitato Scientifico della Fondazione AEM, scrive: “Le immagini selezionate e commentate rappresentano molto più che non la semplice storia fotografica di un’azienda centenaria. Aem, infatti, non può essere considerata semplicemente una delle tante presenze industriali di Milano, ancorché di particolare importanza per il ruolo svolto nel garantire le condizioni per lo sviluppo della città e della sua economia: al contrario, nelle sue vicende è possibile ritrovare molti tratti che hanno contribuito nell’ultimo secolo a formare la specifica identità milanese […] essi riguardano non solo la vita imprenditoriale, produttiva ed economica della città, ma anche quella politica e sociale: perché le vicende di Aem, ora A2A, si intrecciano profondamente con gli atteggiamenti, la vocazione, la rappresentanza degli interessi, l’atteggiamento ideologico, insomma con la cultura di fondo, che hanno reso Milano una città unica nel suo genere”.


 

La mostra “L'Energia di Milano” è divisa in sette sezioni tematiche.

“Architetture”
La fotografia immortala edifici cittadini, centrali e impianti, ma costruisce anche una nuova interpretazione della natura e delle opere umane attraverso inquadrature ed effetti visivi.

“Milano 24 ore”
E’ riprodotta una giornata tipo durante la quale è possibile osservare il flusso ininterrotto dell'energia che attraversa la città illuminando le strade, le vetrine e le case, assicurando il calore negli appartamenti e alimentando i tram. Il punto di partenza è fissato al 1883, quando Milano diventò la prima città dell'Europa continentale ad essere illuminata dall'energia elettrica, grazie alla costruzione dell'impianto termoelettrico di via Santa Radegonda.

“Luci per la città”
Viene indagato il ruolo dell'elettricità nella storia del Novecento, quando la luce fu soggetto di componimenti poetici nell'epoca futuristica, di imponenti coreografie durante il Fascismo e di grande sviluppo negli anni del dopoguerra.

“Lavoro”
E’ riconoscibile il passaggio al negativo in pellicola, è ricostruito il senso di appartenenza degli impiegati dell'Azienda alla quale dedicarono una vita intera: dagli operai più indifferenti allo sguardo indiscreto del fotografo ai dipendenti degli uffici più orgogliosi della loro appartenenza aziendale. 

“L'azienda famiglia”
Si può scoprire l'altra faccia dell'Aem, quella costituita dalla partecipazione dei dipendenti alle attività sociali: corsi professionali, attività dopolavoristiche, gite nelle città d'arte o nei luoghi di lavoro dell'Azienda, azioni di solidarietà, vacanze nei centri residenziali estivi.

“I percorsi dell'energia”
E’ ricostruito il complesso sistema di produzione: dall'Alta Valtellina, lungo il fiume Adda, passando oggi per sette centrali e tre serbatoi di accumulo, il tutto all'insegna della migliore efficienza possibile e del rispetto ambientale. Un sistema che si è via via sviluppando cogenerazione, teleriscaldamento, impianti con pompe di calore ad acqua di falda, termovalorizzazione da rifiuti.

“Lo sguardo d'autore”
Alcuni grandi maestri contemporanei dell'immagine si affiancano con i loro scatti a quelli dei fotografi aziendali osservabili sugli schermi digitali. Milano, la Valtellina, il lavoro e le realtà sociali vengono qui declinate sia nelle forme di mera documentazione storica, sia di poetica reinterpretazione della città e dei suoi abitanti.

Conferenza stampa 8 novembre alle 11 a Palazzo Marino con il Sindaco Letizia Moratti, Marcello DI Capua e Giuliano Zuccoli.
Anteprima alle 18 alla Triennale.

Mezzi di trasporto pubblico :
Metrò, linee 1 e 2,
fermata Cadorna-Triennale
Autobus, linea 61, fermata Triennale

Orari di apertura degli spazi espositivi :
Martedì - Domenica
10.30-20.30
Giovedì - Venerdì 10:30 – 23:00
La biglietteria chiude un’ora prima delle mostre
Lunedì chiuso

Ingresso: libero

Vietato l'ingresso ai cani e altri animali.

Ufficio Stampa e Comunicazione: Triennale di Milano
tel 02 724341 - press@triennale.it

Ufficio Stampa: Fondazione AEM
02/77204732 - Cell. 338 9212316 -
fondazione@aem.it


L’Energia di Milano
09.11.2010 | 06.01.2011

Inaugurazione
: su invito lunedì 8 novembre 2010 – ore 18.00
centenario.aem@fondazioneaem.it



Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna 6
20121 MILANO
Tel. +39 02724341 - fax +39 0289010693
info@triennale.it - www.triennale.it 

Sette videoinstallazioni per raccontare un archivio fotografico storico
di Luca Cipelletti

L’Archivio storico delle immagini di AEM è straordinario per interesse, qualità e numero. Una mole impressionante di documenti che raccontano la storia dalla Città sino alla Valtellina che va a toccare argomenti come l’Ingegneria, l’Urbanistica, l’Architettura, l’Illuminotecnica, il Territorio, la Società ed il Costume. Tutte immagini che oltre ad avere contenuti molto specifici, hanno anche una notevole qualità estetica data spesso anche dal fatto che sono stati chiamati negli anni tra i migliori fotografi del panorama italiano.

Per poter raccontare tutto questo in modo classico sarebbe stato necessario avere uno spazio espositivo enorme, col rischio però di avere necessariamente un percorso suddiviso per blocchi che non avrebbe potuto dare una visione di insieme di cosa è stata AEM per la città e per il territorio.
Per questa ragione la scelta di uno spazio espositivo piccolo ma fortemente caratterizzato come l’Impluvium della Triennale ha portato, pur mantenendo le sezioni differenziate per contenuti (e non cronologicamente), a raccogliere la sfida di raccontare un archivio fotografico storico in modo contemporaneo, con l’obiettivo di voler creare un unico ambiente dove tutte le sfaccettature potessero prima essere colte in un’unica veduta di insieme e quindi approfondite singolarmente.

Oggi un’immagine può essere esposta con modalità e tecniche molto diverse: dalla semplice stampa su carta fotografica alla visualizzazione su un monitor o alla proiezione, che apre oggi uno scenario molto variegato da un punto di vista tecnologico di rappresentazione. Per questa ragione si è cercato per ogni sezione il linguaggio espositivo più adatto, da quello più tradizionale a quello tecnologicamente più avanzato.

Le fotografie dello “Sguardo d’Autore”, che contengono scatti di grandi maestri come Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e Martin Parr, sono state esposte incorniciate con la stampa originale senza vetro in modo che i sagomatori teatrali potessero esaltare ulteriormente la qualità di queste immagini. E sono disposte linearmente sulle uniche pareti dello spazio espositivo.

Il resto del volume è invece dedicato alle videoinstallazioni, in una disposizione che cerca volutamente di evitare un percorso che, strizzando l’occhio alle nervature del soffitto di Muzio, lascia libero il visitatore di interpretare la mostra coadiuvato da una regia di insieme che lo accompagna permettendogli di soffermarsi dove e come crede ma suggerendogli un ritmo scandito dalla animazione grafica dell’intera sala e dal tempo di “loop” di tutta la mostra (6 minuti). Cosa che ha permesso di mettere in mostra oltre 500 immagini dall’Archivio AEM.

Di particolare interesse la sezione dei “Percorsi dell’Energia”, proiezione dall’alto su un modello che comprende l’area tra la Valtellina e Milano, dove si riconoscono su due layers separati sia il percorso dell’energia dalle dighe e dalle centrali sino alla Città, sia la cronistoria dell’ultimo secolo di attività di AEM (sino alle più recenti attività di A2A). Il plastico è sfaccettato con una modellazione volutamente astratta del territorio, dove la proiezione di luci in 3D ad alta definizione riesce ad integrarsi con la mappatura del territorio ed i contenuti.

Come “cappello scenografico” della sala si è poi voluto sperimentare una sorta di sistema “Panottico” che ha funzione di mettere insieme le diverse tematiche divenendo quindi motore espositivo che garantisce ritmo ed effetto di insieme. A livello contenutistico sono stati presi alcuni video storici dell’archivio, tutti girati in rotazione fino anche a 360°. I filmati sono stati quindi “stirati” frame dopo frame in un effetto video dinamico che diventa progressivamente una immagine statica panoramica.

La scelta di questo linguaggio espositivo non è solo una sfida per cercare di raccontare un archivio fotografico storico in modo contemporaneo, ma è anche volutamente un progetto che cerca di raccontare la storia di AEM vista da un ponte che guarda al futuro, che è quello dei progetti più avanzati di A2A.


Progetto allestimento, comunicazione visiva e regia della mostra

AR.CH.IT Luca Cipelletti e Associati
Luca Cipelletti
con Stefano Polli

Collaboratori: Daniele Mastrapasqua, Francesca Pirovano, Danielle Cohen, George Vogiatzakis, Danae Athanasoula. Andrea Gallo e Nicola Moretti. Per il sound design Vincenzo Catanzaro e Simone Benussi.