Dilma Rousseff è il primo presidente donna del Brasile. Secondo quanto riferito dal presidente del Supremo Tribunal Elettorale Ricardo Lewandoski, la candidata del "Partido dos trabalhadores" ha battuto con il 55% dei voti il rivale socialdemocratico Josè Serra (45%). L'erede di Lula ha vinto però con un vantaggio inferiore alle attese. La Rousseff aveva promesso di estradare l'ex terrorista Cesare Battisti in caso di elezione.
I dati usciti dall'avveniristico sistema delle urne elettorali del Brasile, alle quali sono stati chiamati a votare 135 milioni di persone, dicono chiaramente che il colosso dell'America Latina ha scelto la continuita' della sinistra progressista rigorosa e senza scossoni incarnata da Lula.
Secondo risultati ufficiali, la Rousseff ha avuto il 55,59% delle preferenze - 52 milioni di voti - a fronte del 44,41% di Serra, che non puo' piu' superare la candidata del Partido dos Trabalhadores (Pt). L'ingresso della Rousseff al 'palazzo del Planalto', sede della presidenza, e' una vittoria della stessa Dilma, ma forse soprattutto di Lula, che ormai tempo fa ha voluto, e imposto, al Pt proprio l'economista ed ex guerrigliera nata nel 1947 a Belo Horizonte.
Come avevano chiaramente indicato i numerosi sondaggi degli ultimi giorni, la Rousseff e' cosi diventata il 40/o presidente del Brasile sulla scia dei successi economici e sociali ottenuti negli ultimi otto anni da Lula, l'ex sindacalista metalmeccanico che ha seguito passo passo la 'scalata' al potere di Dilma, prima all'interno del governo poi durante la lunga e defatigante campagna elettorale contro Serra.
Anche grazie ai consigli del 'super-presidente', Dilma e' cosi' riuscita a superare la tempesta nella quale era finita al primo turno, lo scorso 3 ottobre, quando aveva vinto senza pero' superare la barriera del 50% dei voti piu' uno. Serra era uscito secondo e l'ecologista amazzonica Marina Silva terza e con alle spalle un mare di voti, che aveva fatto preoccupare sia Dilma sia Lula, il quale dice a sua volta addio alla presidenza dall'alto dell'83% di popolarita'.
L'esito del voto ha d'altra parte messo in evidenza la delusione che tanti elettori hanno avuto nei confronti di Serra, 68 anni, per la mancanza di un progetto alternativo a quello del Pt di Lula-Dilma. Nelle ultime settimane, il candidato socialdemocratico del Psdb ed ex governatore di San Paolo si era infatti barcamentato tra una sterile rampogna di scandali denunciati nell'entourage della Rousseff e il tentativo di profilarsi come l'uomo della continuita' di Lula.
Sara' quindi ancora un esponente del Pt a guidare i paesi nei prossimi anni, sulla strada del tumultuoso sviluppo che il Brasile ha imboccato ormai anni fa, entrando nell'orbita delle nazioni pi- poderose del pianeta, con tassi di crescita 'cinesi' e con la scoperta di nuovi enormi giacimenti di petrolio.
Promise l'estradizione di Cesare Battisti
L'elezione di Dilma Rousseff a presidente del Brasile potrebbe essere una brutta notizia per Cesare Battisti. L'erede di Luiz Inacio Lula da Silva - a differenza del suo mentore - si e' gia' espressa a favore dell'estradizione in Italia dell'ex terrorista rosso dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) condannato a 4 ergastoli. Lo aveva preannunciato la stessa Roussef il 24 giugno in un'intervista a Radio Bainderantes e al quotidiano Metro Campinas. "Si dovrà applicare la decisione del Supremo Tribanle Federale", aveva dichiarato, riferendosi al via libera all'estradizione concesso dalla massima assise giudiziaria brasiliana. Via libera caduto nel limbo - finora - per la scelta di non scegliere di Lula. Quest'ultimo, in carica fino al 1 gennaio, potrebbe ancora decidere in zona cesarini.