cronaca

Unipol, indagato Paolo Berlusconi

Ci sono 4 indagati per la vicenda del "passaggio di mano" dell'intercettazione Fassino-Consorte ai tempi delle indagini sul tentativo di scalata di Unipol a Bnl. Fra le persone rinviate a giudizio anche Paolo Berlusconi che risulta indagato per ricettazione e millantato credito in qualità di editore de "Il Giornale": nel dicembre 2005 il quotidiano pubblicò la conversazione tra Fassino e Consorte nonostante fosse coperta da segreto istruttorio.

La Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di quattro persone tra cui l'ex titolare della Research Control System, Roberto Raffaelli, l'imprenditore Fabrizio Favata, e, appunto, Paolo Berlusconi. Quest'ultimo, come si legge nell'avviso di conclusioni indagini firmato dal pm Maurizio Romanelli, è indagato non solo per ricettazione e millantato credito ma anche per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d'ufficio, in qualità di editore del quotidiano.

Il contenuto della conversazione telefonica intercorsa tra Piero Fassino e Giovanni Consorte e intercettata nel corso dell'inchiesta sul tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, venne rivelata anche da Paolo Berlusconi quando era ancora coperta dal segreto d'ufficio 'in favore' del fratello e presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E' quanto emerge dall'avviso di chiusura delle indagini per la vicenda del "passaggio di mano" della intercettazione pubblicata da "Il Giornale".

Il premier non è indagato. Secondo quanto si legge nell'avviso di conclusione, Roberto Raffaelli, l'imprenditore che era capo della Rcs, societa' che forniva alla Procura le attrezzature per le intercettazioni, avrebbe rivelato il contenuto della nota intercettazione (''Abbiamo una banca'') ad altre due persone (ora indagate), tra cui l'imprenditore Fabrizio Favata. Queste, a loro volta,avrebbero rivelato la conversazione a Paolo Berlusconi che, ricevuto il 'nastro' della telefonata su una ''pen drive'',secondo quanto si legge, lo avrebbe 'girato' ''al quotidiano 'Il Giornale'''.

Secondo la ricostruzione del pm, la rivelazione del segreto, così determinatasi, sarebbe avvenuta in favore di ''Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio in carica''. Nell'avviso di conclusione delle indagini il premier risulta parte lesa per il tentativo di estorsione messo in atto dall'imprenditore Fabrizio Favata, che ''mediante contatti telefonici e personali con l'avvocato Ghedini Niccolò" e con un collaboratore del suo studio, aveva minacciato ''di denunciare all'Autorità Giudiziaria'' o ''di riferire a testate giornalistiche'' la vicenda del 'passaggio di mano' del nastro,in cambio di denaro.