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Wikileaks, rivelazioni sull'Iraq

La rete tv araba Al Jazeera e altri media internazionali hanno diffuso i nuovi dossier di Wikileaks sull'Iraq. Secondo queste informazioni, l'esercito americano avrebbe coperto le torture praticate dagli iracheni e ucciso centinaia di civili ai checkpoint Usa nel Paese. I documenti militari segreti riguardano il periodo che va dal gennaio 2004 al 31 dicembre 2009. A fine luglio le rivelazioni sull'Afghanistan.

I documenti, quasi 400mila rapporti sul campo dell'esercito americano, sembrano esser stati passati a Wikileaks dallo stesso analista dell'intelligence militare Bradley Manning che avrebbe dato al sito di Julian Assange una tranche di 90mila documenti sulla guerra in Afghanistan. Quei documenti furono pubblicati a fine luglio. Al Jazeera ha avuto accesso ai documenti per le ultime dieci settimane. Tra i media che hanno avuto acceso ai dossier c'è il britannico Guardian che ha pubblicato online un primo resoconto delle rivelazioni.

Usa coprirono le torture
I documenti illustrano numerosi casi di tortura e di abusi nei confronti di prigionieri iracheni da parte di poliziotti e soldati iracheni. Inoltre rivelano che gli Stati Uniti erano al corrente del ricorso alla tortura autorizzato dallo Stato iracheno, ma hanno ordinato alle loro truppe di non intervenire". Al Jazeera, citando sempre documenti di Wikileaks, aggiunge che "centinaia di civili sono stati uccisi durante il conflitto a checkpoints dell'esercito americano".

Oltre 66mila vittime tra civili
Dall'inizio del conflitto in Iraq, e sino alla fine del 2009, sono morte oltre 109mila persone, di cui 66.081 civili. Tra i 109mila morti, ci sono 23.984 persone classificate come "nemici", 15.196 membri delle forze di sicurezze irachene e 3.771 tra soldati Usa e delle forze alleate.

Così morì Calipari
L'ex leader della cellula di Al Qaeda a Baghdad, Sheik Husain, responsabile del sequestro di Giuliana Sgrena, denunciò la presenza di esplosivo sulla macchina che portava la giornalista italiana e Nicola Calipari all'aeroporto di Baghdad; per questo i soldati americani aprirono il fuoco contro la vettura, uccidendo l'agente italiano. Nel documento diffuso da Wikileaks si afferma che le informazioni sono state confermate da "fonti indipendenti", ma l'affidabilità non è stata verificata.

La condanna della Clinton
La Clinton ha detto di "opporsi alla pubblicazione di qualsiasi documento che possa mettere a repentaglio la nostra sicurezza e quella di coloro che lavorano insieme a noi". Il segretario di Stato non ha voluto entrare nel dettaglio dei documenti pubblicati. "Ho la ferma convinzione che si debba condannare nel modo più chiaro la diffusione di tutte le informazioni, da parte di individui o di organizzazioni, che possano mettere a rischio la vita dei soldati e dei civili degli Stati Uniti e dei loro alleati", ha detto la Clinton durante una conferenza stampa col collega pachistano Shah Mehmood Qureshi.

"Un bagno di sangue"
I 400mila nuovi documenti fotografano, secondoJulian Assange, "sei anni di bagno di sangue" in Iraq: "Questi documenti rivelano sei anni di guerra in Iraq con dettagli dal terreno, le truppe sul territorio, ciò che vedevano, facevano e dicevano". Per Assange questi file militari segreti offrono una fotografia molto piu' nitida rispetto al materiale pubblicato sull'Afghanistan che avevano documentato la morte di 20mila persone. "In Iraq - ha detto - parliamo di un livello di uccisioni cinque volte superiore, un vero bagno di sangue paragonato all'Afghanistan. Ora di quei morti vediamo non solo il totale, ma anche come è avvenuto il decesso di ogni singola persona, abbiamo le precise coordinate geografiche e l'operazione in cui hanno perso la vita: non si tratta piu' di anonimi". Per Assange "il risultato di questo materiale è potente e un po' più facile da comprendere rispetto alla complessa situazione in Afghanistan".