cronaca

Fiom, "ora lo sciopero generale"

Si è chiuso senza tensioni il corteo della Fiom a Roma, dove dal palco, in piazza San Giovanni, è intervenuto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. "In assenza di risposte" alle nostre richieste su lavoro e diritti, ha detto, "continueremo la nostra iniziativa anche con lo sciopero generale. E' una delle armi che possono essere utilizzate, anche se non l'unica".

"Rischio repubblica fondata sullo sfruttamento"
"L'articolo 1 della nostra Costituzione è a rischio, noi siamo già davanti al fatto che la nostra è una Repubblica fondata sullo sfruttamento del lavoro nelle fabbriche", ha detto il segretario della Fiom Maurizio Landini. E ancora: "Questa è una piazza democratica, è pacifica. E' una piazza che unisce questo Paese, parla al Paese e che dice che per uscire dalla crisi c'è bisogno di rimettere al centro il lavoro e i diritti e quindi contrastare la politica che questo governo, Confindustria e Federmeccanica stanno facendo. E' una società che così non è accettabile, noi dobbiamo ribellarci per cambiare", ha continuato Landini.

"Diciamo no quando si cancellano i diritti"
"Noi alla Fiat abbiamo detto di no. Alla Federmeccanica abbiamo detto di no, perché quando si vogliono cancellare i diritti e il contratto diremo sempre di no", ha detto ancora Landini, facendo riferimento all'accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano e a quello sulle deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici.

Epifani: non siamo isolati
"Dopo la manifestazione del 27 novembre - ha detto Epifani - in assenza di risposte, continueremo anche con lo sciopero generale. Lo sciopero è un grande sacrificio, lo dobbiamo preparare per bene, portando tutto il mondo del lavoro con le giuste proposte".

E ancora: "A chi pensava che la Cgil fosse isolata diciamo che non è isolata né in Italia né in Europa. Semmai è qualcun altro che deve interrogarsi perché in Europa si battono e scioperano tutti e qualcuno da noi non lo fa".

Sacconi: oggi a Roma un'Italia minoritaria
"Oggi a Roma si è riunita una Italia fortunatamente minoritaria, inadatta a governare, figlia ancora di vecchie ideologie del secolo scorso". Così il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ha commentato la manifestazione della Fiom, interpellato dai giornalisti nel Bolognese. "Una Italia - ha aggiunto - purtroppo contrapposta alle organizzazioni sindacali riformiste: molti gli striscioni contro Bonanni e Angeletti. Credo che il dovere del governo e delle forze politiche che lo sostengono sia quello di andare avanti democraticamente, accettando la critica, ma decidendo"