cronaca

Bimba salvata,è gara per adottarla

E' già scattata la gara di solidarietà per adottare la piccola Rosa, la neonata nascosta dalla mamma nel cestello della lavatrice subito dopo il parto e salvata dai carabinieri. Molti hanno chiamato i servizi sociali del Comune per chiedere di avere la bimba, ricoverata all'ospedale Carlo Poma di Mantova. La sua sorte è ora appesa alla decisione del Tribunale dei minori di Brescia che dovrà decidere se Rosa potrà essere adottata o no.

Una storia buia di degrado sociale in cui l'unica luce è lei, la piccola Rosa, salvata dai carabinieri nell'appartamento di un agriturismo di Mantova dove abitava con i genitori di nazionalità romena e le sorelle di 11 e 14 anni.

All'orrore si è aggiunto un particolare agghiacciante: l'oblò dell'elettrodomestico era chiuso ermeticamente e solo l'intuito di un carabiniere che l'ha aperto ha evitato il peggio.

"Nel frattempo - dice Ernesto Ghidoni, dirigente del settore dei servizi sociali del Comune di Mantova - stiamo assistendo in una struttura protetta le due sorelle. Quando il Tribunale avrà deciso, il primo passo sarà l'affidamento di Rosa, di cui ci occuperemo direttamente". 

Mihaela Cristea, 32 anni, prostituta, è ancora ricoverata in ospedale, dove era giunta in preda a un'emorragia dopo aver partorito la bambina. Il compagno Viorel Cristea, 41 anni, probabilmente anche il suo protettore, dopo il tentativo maldestro di suicidio nella camera di sicurezza del comando carabinieri di Mantova e dopo aver trascorso una notte all'ospedale, oggi è stato trasferito in carcere. Per lui e per la compagna l'accusa è di tentato omicidio, su cui sta procedendo il pm Maria Rosaria Micucci.

Nessuno dei due si è ancora deciso a raccontare che cosa sia effettivamente successo in quell'agriturismo e quali fossero le loro intenzioni nei confronti della bimba. I carabinieri stanno anche vagliando la posizione di una donna, una prostituta romena trovata nell'appartamento dell'agriturismo Trincerone assieme alla madre e che probabilmente l'ha aiutata a partorire.

Da quanto hanno accertato gli investigatori, la coppia romena aveva preso in affitto l'appartamento da appena due mesi; con loro vivevano le altre due figlie che, sembra, abbiano assistito al parto e alle successive fasi. Un altro particolare sconcertante confermato dagli investigatori è che la donna fino al nono mese è stata sui marciapiedi di Mantova a vendere il proprio corpo. Mercoledì scorso era stata rapinata da un finto cliente che l'aveva presa a calci e a pugni.