Se per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per capire se il governo può durare bastano tre settimane, per il leader del Pd occorre molto meno. "Bastano tre minuti per prendere atto che la maggioranza non è in grado di governare" dice il segretario della formazione di opposizione, Pier Luigi Bersani. Parlando ai giovani della scuola di politica del partito, torna a chiedere all'esecutivo di "rimettersi al Capo dello stato".
Alle altre forze politiche chiede inoltre di impegnarsi "per la riscossa del Paese perché gli italiani sono scoglionati" altrimenti "la fine del berlusconismo farà piovere su tutti" e vincere l'antipolitica.
Il leader Democratico affida poi ad altri dirigenti, a partire da Enrico Letta e Dario Franceschini, il ruolo di tessitori di un'alleanza, rivolta anche ai finiani, con lo scopo di cambiare la legge elettorale in Parlamento.
Poi parla di un suo "sogno con le gambe". "Basta barzellette, favole e cricche", dice. Invece, avanti con cose concrete: "pensiero, azione e simpatia per la gente" che faccia emergere la differenza tra il berlusconismo e l'alternativa.
Bersano si dice poi pronto ad ogni scenario, compreso quello di andare alle urne. "Non abbiamo il cronometro né il calendario - spiega Bersani ai giovani - ma in questa situazione politica molto confusa è chiaro che la maggioranza non c'è più, traccheggia e la fiducia in Parlamento è stata un'operazione non onesta".
Invitando tutti a "darsi da fare per la riscossa del Paese", commenta positivamente l'eventuale discesa in politica di Luca Cordero di Montezemolo.
Mentre per l'a.d. di Fiat, "Marchionne sostiene che aspettare la crescita senza fare niente è un atto di fede. Se l'avesse detto due anni fa ci avrebbe dato una mano".
Infine agli altri partiti invita a "non guardarsi la punta delle scarpe ma a lavorare per rompere il muro di gomma tra politica e cittadini". E vincere quello "scoglionamento" degli italiani che potrebbe portare il maggior pericolo delle elezioni anticipate: l'astensionismo elevato.