Oltre a un certo numero di vantaggi, il federalismo fiscale comporta alcuni rischi per il sistema sanitario. Uno di questi è la possibilità di unulteriore frammentazione per le campagne di screening di malattie gravi come i tumori nelle varie regioni. Uno studio, realizzato dal dottor Alberto Vannelli, dirigente medico nella Struttura Complessa di chirurgia colorettale presso la Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori" di Milano (coautori Luigi Battaglia ed Ermanno Leo, primario della Struttura), evidenzia le carenze dei principali metodi per la valutazione dei costi di screening dei tumori colorettali e suggerisce un modello, applicabile anche ad altre patologie.
La ricerca, effettuata su uno dei big killer tra i tumori (al terzo posto in Italia per incidenza fra i tumori con quasi 49mila casi su oltre 60 milioni di abitanti), sarà presentata al convegno nazionale dell' AIES, (l'Associazione Italiana di Economia Sanitaria) * che si tiene oggi e domani a Moncalieri.
In base allintesa tra Governo e Regioni, queste ultime si sono impegnate, entro il 30 settembre 2010, ad adottare il Piano Regionale di Prevenzione, tra cui anche gli screening oncologici, utilissimi a ridurre il tasso di malattia e mortalità. "Se fino ad ora lo stato si era occupato di finanziare le campagne di screening sottolinea il dottor Alberto Vannelli - dora in avanti se ne occuperanno le Regioni. Purtroppo, non essendoci ancora una valutazione dei costi di questa procedura, si corre il rischio di vedere ridotta la campagna di promozione fin qui attuata".
Col federalismo viene introdotto il concetto di "costo standard" che sostituisce quello di costo storico e contribuirà a determinare, per ciascuna regione, il fabbisogno "ufficiale" e quindi leventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di insufficiente capacità fiscale.
Vannelli si è chiesto quale fosse lapproccio migliore da utilizzare per il calcolo dei costi standard della finanza federale. Ha analizzato e superato i due concetti fino ad ora utilizzati per calcolare il "costo standard": quello microanalitico (costo standard di ogni singola prestazione erogata), perché poco coerente con gli obiettivi della riforma federalista; e quello macroeconomico (costo standard di variabili facilmente misurabili: struttura demografica, caratteristiche epidemiologiche e sociali), in quanto definisce un budget di spesa unicamente sulla base di scelte politiche.
Il ricercatore propone quindi il DEA (Data Envelopment Analysis), un metodo matematico elaborato da tre studiosi (A. Charnes, W. Cooper e E. Rhodes) nel 1978, utilizzato per misurare empiricamente lefficienza produttiva ovvero limpiego economico delle risorse nel processo produttivo. Essa è definita come rapporto prestazioni (screening)/ risorse (budget) secondo la formula: efficienza= output/input. Lautore suggerisce di applicarlo per determinare l'efficienza degli enti che devono decidere sui costi.
Così, tramite una formula matematica, il "costo standard" può essere calcolato in due modi. Con: 1. Il metodo output-oriented - SCREENING. Si dice output-efficiente se non esiste alcuna altra unità che, con gli stessi budget per la prevenzione, realizza uno screening maggiore. 2. Il metodo input-oriented- BUDGET PREVENZIONE. Ununità produttiva è detta input-efficiente se non ne esiste alcuna altra che realizza il medesimo screening utilizzando un budget inferiore. Questa metodologia prevede di valutare l'efficienza come il rapporto tra qualità dello screening e budget disponibile. Ovviamente introducendo dei pesi che indichino le caratteristiche demografiche e sanitarie della regione.
"A questo punto conclude Vannelli - per ogni unità si può risalire al budget ottimale da assegnare alla regione per realizzare la campagna di screening. In questo modo, sommando la somma dei singoli budget regionali, si ottiene il budget di spesa nazionale necessario per realizzare una campagna di screening efficiente e realmente sostenibile".
*L'AIES, (Associazione Italiana di Economia Sanitaria) nasce nel 1998 con l'obiettivo di diffondere gli studi nel campo dell'Economia sanitaria per stimolare l'interesse degli amministratori, degli operatori sanitari e dell'opinione pubblica sugli aspetti economici della tutela della salute. Ha 194 soci, per la maggior parte ricercatori e docenti nella aree tematiche dell'economia sanitaria, autori di pubblicazioni scientifiche nel settore. Il Consiglio direttivo è presieduto da Giovanni Fattore, docente di management sanitario allUniversità Bocconi di Milano.
Elisabetta Carli