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Casa An,Bocchino:"Dossier è falso"

"Valter Lavitola (esponente Pdl, ndr) è uno degli uomini che ha lavorato alla patacca'': Italo Bocchino, ad Annozero, interviene sul documento che dimostrerebbe che il cognato di Gianfranco Fini è titolare della società off-shore legata alla casa di Montecarlo. "Il dossier è stato prodotto ad arte" ha dichiarato il capogruppo Fli che poi ha aggiunto: "Il documento è falso, è una patacca e lo proveremo in sede giudiziaria".

L'esponente finiano, in precedenza, aveva parlato a margine della conferenza stampa a Montecitorio di presentazione del passaggio di Giampiero Catone a Fli rispondendo a un giornalista. Il cronista aveva cercato di far parlare Bocchino sul caso dei dossier sulla casa di Montecarlo, che inchioderebbero il fratello di Elisabetta Tulliani, già in conferenza stampa, ma il capogruppo di Fli alla Camera aveva glissato: "Ora non sarebbe rispettoso nei confronti dell'onorevole Catone, ne parliamo dopo".

Che si tratti di un'operazione di dossieraggio, per Bocchino è dimostrato anche dal fatto che "il Giornale ha lasciato un'impronta digitale" perché "ha scritto sette giorni prima che accadesse, che degli 007 sarebbero andati ai Caraibi per prendere dei documenti".

Lavitola: "E' una bufala"
"All'inizio mi sono messo a ridere e mi sono sforzato di immaginare come si potesse costruire una patacca del genere, ma ancora non ci sono riuscito. Spero di farmene un'idea". Così Valter Lavitola, editore e direttore de L'Avanti, replica alle affermazioni del capogruppo finiano alla camera Italo Bocchino che, ad Annozero, ha indicato in lui "uno degli uomini che ha lavorato alla patacca" con riferimento ai documenti sulla proprietà della casa di An a Montecarlo diffusi da Santa Lucia.

Palazzo Chigi: "Voci dossieraggio irresponsabili"
In precedenza Palazzo Chigi in un duro comunicato aveva reso noto che le voci su presunti "dossieraggi" in merito alla casa di An a Montecarlo sono "assolutamente false e diffamatorie". Nella nota, la presidenza del Consiglio denuncia la "totale irresponsabilità" di chi le diffonde "unicamente per ragioni di polemica politica". "I Servizi e la Guardia di Finanza - prosegue il comunicato - hanno già  provveduto a smentire, non avendo mai svolto alcuna attività  in relazione a queste voci".