Umberto Bossi lancia l'allarme sulle infiltrazioni mafiose anche al Nord e nella politica. ''Si infiltrano da tutte le parti - ha detto il leader leghista - la Brianza ha molte infiltrazioni, perché c'è la possibilità di costruire. Al Sud è difficile andare. Ho dato la concessione per aprire una sede della Lega in Calabria e due giorni dopo c'era uno della 'ndrangheta''.
Sul consigliere regionale della Lombardia Angelo Ciocca il cui nome è apparso nella maxi inchiesta sulla 'ndrangheta che ha portato all'arresto di oltre 300 persone, buona parte al Nord, Bossi ha gettato acqua sul fuoco e ha sottolineato che buttare fuori qualcuno che non è nemmeno indagato sarebbe come ''una condanna a morte''. ''Non fa l'assessore. E' lì bloccato - ha concluso -. La magistratura seguirà il suo corso. Se lo butto fuori è condannato anche se innocente''.
Pd: "Faccia i nomi di chi voleva infiltrarsi"
''La denuncia del Ministro Bossi sulla 'ndrangheta che si è presentata per aiutare a costituire una sede della Lega al sud è particolarmente grave: lo è ancora di più se il Ministro non ha presentato una denuncia precisa su chi ha tentato di infiltrarsi.'' Lo afferma Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia commentando le dichiarazioni rilasciate dal leader leghista: ''Non si può chiedere ai semplici cittadini di denunciare chi chiede il racket e poi non dare il buon esempio facendo nomi e cognomi degli 'ndranghetisti che si sarebbero presentati alla Lega. A meno questa non sia una sparata per coprire il maldestro tentativo di minimizzare il ruolo del consigliere regionale lombardo Coccia ed il grave imbarazzo di Bossi per i suoi rapporti con personaggi che rappresentano la 'ndrangheta al nord