politica

"Ritirerei il ddl intercettazioni"

Silvio Berlusconi torna a intervenire a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni. "Quella legge è stata massacrata da tutti gli interventi - dice - e io sono addirittura tentato di ritirarla. Migliorerà qualche cosa, ma non ridà al cittadino l'inviolabilità delle comunicazioni che è in Costituzione". E conclude amareggiato: "Stiamo a lavorare delle notti, mandiamo fuori un bel cavallo e viene fuori un ippopotamo".

Il premier Silvio Berlusconi lamenta le situazioni in cui il suo governo deve "lottare per delle leggi che sembrano giuste" che poi vengono modificate.

Poi aggiunge: "Tutti noi in Italia - prosegue il premier - pensiamo che non possiamo parlare al telefono di certe cose e questo non è vivere in un Paese civile, di libertà".

Il ddl, che divide maggioranza e opposizione, inizia il suo iter in aula alla Camera giovedì, con la discussione generale e forse con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Il ddl, riscritto in più parti da governo e maggioranza alla Camera questa settimana dopo oltre due anni di iter parlamentare, circoscrive l'uso delle intercettazioni da parte della magistratura, con limiti maggiori di quelli attualmente in vigore, e sanziona severamente la pubblicazione delle intercettazioni disposte dai giudici ma giudicate irrilevanti ai fini delle inchieste.