cronaca

Verdini:"Soldi frutto di sacrifici"

Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, rompe il silenzio con una replica scritta a quanto pubblicato dalla stampa sulle sue disponibilità finanziarie e su un presunto versamento di 2,6 milioni di euro. Non vi è nessun "misfatto", né refurtiva di atti illeciti, ha spiegato. Sono soldi personali "frutto di sacrifici" estranei ai fatti dell'inchiesta sulla P3 e utilizzati per il "processo di piazza in cui vengo trascinato".

"Sfogliando il Corriere della Sera, mi sono imbattuto in un titolo a caratteri cubitali su certe indagini in atto nei miei confronti e relative a 2,6 milioni di euro - denuncia Verdini -. E visto che per l'ennesima volta vengo trascinato in un processo di piazza, alla piazza intendo rispondere".

"I 2,6 milioni di euro, che il Corriere della Sera sembra presentare come il frutto di chissà quale misfatto, rappresentano invece il risultato di operazioni aziendali del 2004 fra imprese e soci dello stesso gruppo editoriale che nulla hanno a che spartire con questa indagine - spiega il coordinatore del Pdl -. Questo denaro è stato esclusivamente utilizzato per l`attività del Giornale della Toscana e delle aziende ad esso collegate".

"E comunque, a scanso di equivoci e di strane dietrologie, si tratta di risorse personali, frutto di enormi sacrifici economici fatti da me, dalla mia famiglia e dai miei soci", ha concluso.

Verdini e Carboni: indagini della Gdf
I pm che indagano sulla P3 hanno disposto accertamenti su tutti i conti aperti dal 2004 in istituti del gruppo Unicredit e gestiti da Verdini e da Carboni per accertare se siano state effettuate operazioni illecite. Gli inquirenti vogliono capire che percorso hanno fatto certe somme di denaro, alla luce dei rapporti che intercorrevano tra i due, finiti sotto inchiesta per la violazione della Legge Anselmi sulle societa' segrete.

Gli inquirenti, riportano le agenzie di stampa, intendono verificare se attraverso i conti correnti di Carboni e Verdini siano transitate somme relative ad operazioni illecite, nell'ambito del filone di indagine relativo all'eolico in Sardegna. Nel decreto con cui hanno disposto le verifiche bancarie, i pm chiedono di acquisire nelle filiali del gruppo Unicredit tutta la documentazione relativa alle operazioni oggetto dell'indagine.

Le acquisizioni da parte degli uomini della Guardia di finanza riguarderanno tutti i rapporti intrattenuti da Carboni e Verdini con Unicredit, anche quelli estinti, nonche' "la documentazione relativa a cassette di sicurezza, libretti di deposito a risparmio sia nominativi che al portatore, dossier titoli".