cronaca

Gdf sequestra Montecity-Rogoredo

La Guardia di finanza di Milano ha eseguito il sequestro preventivo dell'area Montecity-Rogoredo poiché, secondo gli inquirenti, la falda acquifera dell'area sarebbe inquinata con sostanze pericolose per l'ambiente e la salute. Nel terreno, di proprietà della Milano Santa Giulia Spa facente capo al gruppo Zunino, sarebbero anche stati eseguiti degli scavi non autorizzati per sotterrare scorie di acciaieria.

L'accusa è di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque. L'operazione, denominata "Peter Pan", è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano ed ha avuto il contributo del Corpo forestale dello Stato, dell'Arpa e della polizia locale di Milano. Le diverse relazioni presentate hanno messo in luce l'inquinamento della falda acquifera nell'area "Santa Giulia", dove si sono superati i limiti di legge per quanto riguarda la presenza di sostanze pericolose, tra cui alcune cancerogene.

L'area "Santa Giulia", che ha un'estensione pari a circa un milione di metri quadri e un valore di mercato approssimativo di circa un miliardo di euro, occupa oggi gli spazi che furono un tempo degli stabilimenti chimici della Montedison, nonché dell'acciaieria Redaelli. Nel corso dell'inchiesta sono state effettuate anche numerose perquisizioni che hanno portato al sequestro di certificati di analisi di laboratorio dei campioni delle acque e dei terreni nonchè di documenti contabili relativi alle opere di bonifica e di smaltimento dei rifiuti.

La vasta area posta sotto sequestro preventivo dalle fiamme gialle ospita anche il parco "Trapezio" ai cui confini sorge una scuola, che sembrerebbe essere stato realizzato con terra di cui non si conosce la provenienza. Dai controlli effettuati è risultato un inquinamento fortissimo da sostanze come mercurio e solventi, e sostanze come il cloruro di vinile, tricloro metano e tricloro etilene. I valori più alti di inquinanti sono emersi nell'acqua della falda sospesa a 6-7 metri di profondità, mentre in maniera minore nell'acqua della falda a 30 metri dove attinge l'acquedotto pubblico.

I nomi degli indagati
In totale le persone indagate a vario titolo sono nove, tra questi c'è l'immobiliarista Luigi Zunino, l'ingegnere Claudio Tedesi, titolare di una società specializzata nelle bonifiche e direttore dell'Asm di Pavia, Silvio Bernabè ex amministratore delegato di Milano Santa Giulia Spa e Davide Albertini Petrone, direttore generale di Risanamento. Gli altri nomi trapelati sono quelli di Ezio Streri, Vincenzo Bianchi (ex Lucchini Artoni), Bruno Marini e Alessandro Viol della Edilbianchi che si sono occupati del movimento terra.