"Con riferimento alla vicenda del giudizio di costituzionalità relativo al Lodo Alfano, ho tentato di interessarmi per acquisire meriti con il capo del mio partito, Silvio Berlusconi, affiché potesse ritenersi che ero in grado di arrivare anche ai giudici della Consulta". E' uno dei passi dell'interrogatorio di garanzia al quale, il 10 luglio, è stato sottoposto Pasquale Lombardi, uno dei principali indagati nell'inchiesta sulla cosiddetta P3.
Lombardi è in manette dall'8 luglio scorso insieme al faccendiere Flavio Carboni, ai quali si contesta l'istituzione di una sorta di associazione segreta in grado di infiltrarsi nelle attivita' degli organi costituzionali per ottenere favori nel business dell'eolico in Sardegna.
"Ammetto di aver contattato il presidente emerito Cesare Mirabelli - dice Lombardi nel corso dell'interrogatorio di garanzia - ma lui ormai non conta piu' nulla. Il giudice donna del quale si fa riferimento nella conversazione del 30 settembre 2009 mi era stata segnalata dal partito Pdl ma non ricordo il nome".
"Confermo gli incontri - si legge ancora nel verbale di interrogatorio di Lombardi - che si sono svolti nella casa dell'on. Verdini ai quali hanno partecipato anche l'on. Marcello Dell'Utri, Giacomo Caliendo ed il giudice Arcibaldo Miller. Non ricordo della presenza di Antonio Martone (ex avvocato generale della Cassazione, ndr). In quella occasione non abbiamo parlato dell'imminente giudizio di costituzionalita' del cosiddetto Lodo Alfano ma soltanto della candidatura per la Regione Campania. In particolare la presenza di Miller era legata proprio ad una sua candidatura".
"Nego - dice ancora Lombardi al giudice - che l'interessamento al giudizio di costituzionalita' del Lodo Alfano e' stato posto in corrispettivo, con i vertici del partito, della candidatura dell'on. Cosentino".