"Sono contento di aver fornito al magistrato elementi di un percorso che ritengo virtuoso, fatto nell'interesse della Sardegna". Lo ha detto il Governatore dell'isola, Ugo Cappellacci, al termine dell'interrogatorio, durato sei ore, al quale è stato sottoposto in quanto indagato per abuso d'ufficio e concorso in corruzione. "Abbiamo chiarito tutto con un'esposizione chiara, precisa e analitica", ha aggiunto il suo legale.
Cappellacci è coinvolto nell'inchiesta in relazione alla nomina di Ignazio Farris, ritenuto uomo vicino a Flavio Carboni, all'Arpas Sardegna. "Sono contento - ha aggiunto - di aver potuto trasferire a chi indaga il risultato finale di un percorso virtuoso frutto di un processo ampio e articolato di cui c'è evidenza negli atti amministrativi".
"Sono fiducioso nel lavoro della magistratura e ciò - ha dichiarato ancora il Governatore - in virtù del percorso seguito anche se a qualunque cittadino spiace ritrovarsi nelle cronache giudiziarie. Ma sono tranquillo". Rispondendo ad una domanda sulla conoscenza di Carboni, Cappellacci ha detto che "un conto è essere educati con qualcuno, un conto è compiere atti nei confronti della Sardegna".
Nel corso del lungo interrogatorio al quale è stato sottoposto, secondo quanto si è appreso, non sono state contestate altre ipotesi di reato.
Ghedini: "Cesare non è Berlusconi, cadono le illazioni"
Intanto, il legale del premier e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini, fa delle precisazioni sull'inchiesta sulla cosiddetta P3. "Come era facile intuire il nome "Cesare" non si riferisce affatto al Presidente Berlusconi" dichiara. "Dall'esame degli atti, come riportato anche da alcuni quotidiani, in una intercettazione fra Carboni e Martino del 16.9.2009, un mercoledì, si legge che Cesare è a Catania e rientra sabato. Si indica poi che possa rientrare venerdì sera e che non sarebbe andato al Congresso. Il Martino ipotizzava altresì di fare andare da lui il Cesare. Da tali indicazioni del tutto sconnesse dagli impegni del Presidente Berlusconi e da un controllo degli impegni dei suoi spostamenti tutti documentati, si è potuto acclarare - afferma il legale del premier - che pacificamente mai si è recato in Catania in quella settimana". "E' quindi del tutto evidente che Cesare è da individuarsi in altro soggetto e ciò fa irrimediabilmente venir meno tutte le illazioni prospettate in questi giorni", conclude Ghedini.