E da pochi giorni in libreria Scampia Trip, antologia di racconti che parlano del famoso quartiere a nord di Napoli. Non solo un libro, ma un vero e proprio progetto multimediale: allegati infatti anche il cd del gruppo musicale A67 e il dvd del documentario Scampia Trip, diretto da Luigi Pingitore. Tgcom ha intervistato Daniele Sanzone, curatore dellintero lavoro, nonché frontman degli A67.
Scampia Trip non è solo un libro. Perchè questa scelta e quali sono gli obiettivi?
Scampia trip è un progetto multimediale edito da Ad est dellEquatore, che riesce a coinvolgere tre linguaggi: ne fanno parte lantologia di racconti, il film diretto da Luigi Pingitore, e il cd degli A67. Largomento centrale è Scampia, il quartiere più commentato dItalia, visto però da chi lo vive tutti i giorni. Vuole essere una risposta alla stereotipizzazione di cui Scampia è vittima. E vuole dar voce a tutti quei gruppi di volontariato che lavorano per il bene del quartiere. Parlo ad esempio del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli) e dellassociazione (R)esistenza. Oltre al libro, è allegato il nuovo cd degli A67. Quando cinque anni fa uscì il nostro primo album, A camorra songio, fummo molto criticati e accusati di infangare il nostro quartiere. In verità però solo avendo la coscienza del male è possibile cambiare una situazione
Ci è voluto tempo per metabolizzare, ma ora siamo pronti con questo nuovo progetto.
Libro e film cercano di testimoniare quando Scampia non sia solo la "terra desolata" che gli italiani conoscono attraverso i media....Ma com'è Scampia vista da dentro?
Purtroppo i media solitamente vengono attratti dai morti ammazzati. E Scampia risulta così raccontata poco e male. Vista da dentro è tutto diverso, anche se è necessario stare attenti a non cadere in altri stereotipi, ma cercare la realtà dei fatti e denunciarla. Tra laltro Scampia Trip esce in un periodi in cui non ci sono morti ammazzati, ed è proprio questo il momento più pericoloso. Quando si arriva al morto, è perché in qualche modo degli equilibri sono stati rotti. Se invece tutto tace, questo indica che la macchina va avanti e prosegue in libertà. E lassenza di morti che ammazza. Lo Stato non cè, e la camorra la fa da padrone. Questo periodo è inoltre caratterizzato da due episodi: un'ingiunzione di sgombero per il centro sociale GRIDAS, nato nel 1981 grazie a Felice Pignataro (è suo il murale della copertina del progetto, ndr); e il trasferimento di Don Antonio Manganiello, il prete anti-camorra di Scampia nonchè uno degli autori del libro. E iniziata anche una petizione online per impedire che venga trasferito.
Come sono stati scelti gli autori dei racconti nel libro?
Gli unici esterni sono Sandro Ruotolo e Giancarlo De Cataldo, che però con il loro lavoro ci sono stati molto vicini. E che esterni! Ruotolo, grande giornalista, ha raccontato con il suo La guerra nel golfo la Faida di Scampia del 2005 lontano da ogni vittimismo. De Cataldo invece ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo degli A67 Generazione Suburb. Tutti gli altri sono stati scelti per amicizia, ed è stato semplice farlo. Sono persone che si danno da fare e lavorano attivamente, lontano dai riflettori.
Spesso di fronte ad argomenti del genere chi ne parla tende, forse anche involontariamente, a suscitare una sorta di vittimismo. Come ti poni in questottica?
Lintento di Scampia Trip era quello di evitare che ciò accadesse, facendolo però in modo naturale. Se ci siamo riusciti? Questo non lo so, sarà il pubblico a dirlo. Resta comunque il fatto che il lavoro è nato da una sinergia vera e da una partecipazione sincera.
Nel film vengono elencati alcuni dati: su tutti, 80 mila abitanti di cui il 70% disoccupati. Con questi numeri, si riesce a trovare la voglia di reagire?
E difficilissimo! Soprattutto perché a questi dati non viene dato ascolto. In questa zona ciò che manca è il lavoro. E lofferta della camorra è unalternativa reale: ti permette di avere da mangiare, ti dà unidentità, un io sono in mezzo allanonimato e alla disoccupazione. Un vero e proprio problema sociologico: dove cè la fame, cè la tentazione. Si tratta solo di saper resistere.
Questione Roberto Saviano. In che rapporti siete?
Il cd pubblicato con il libro è una sorta di compilation, di antologia dei nostri due album precedenti. Allinterno del cd cè un brano chiamato TamorrAntiCamorra, a cui partecipa anche lamico Roberto Saviano. I rapporti sono ottimi, spesso la nostra musica ha fatto da sfondo ad alcune sue presentazioni. Siamo uniti da una comunione di intenti.
Cosa si nasconde dietro al nome del vostro gruppo?
A67 si riferisce alla legge 167 del 1962 che prevedeva la riqualificazione della zona urbana di Napoli. Da questa legge è nato quello che poi è diventato uno scempio, le famose Vele, ormai ridotte a dormitori. Il nome del nostro gruppo ha senza dubbio una forte connotazione territoriale.
Nel film si dedica spazio alla frase "quando la felicità non la vedi, cercala dentro": ma è possibile essere felici a Scampia?
La frase è dellartista visiva Rosaria Iazzetta
Beh, è una domanda tosta! Sicuramente sì, è possibile essere felici, anche se è difficile. Può sembrare retorico ma a Scampia manca veramente molto: il lavoro, le istituzioni...e purtroppo non ci sono alternative. Noi ci stiamo lavorando!
Giovanni Rossi
aa.vv
"Scampia Trip"
Ad Est dell'Equatore
Pagg. 216, euro 13,00