Un duplice attentato dinamitardo in due locali di Kampala, capitale dell'Uganda, ha causato almeno 74 morti. Il primo ordigno è esploso nel club di rugby Kyadondo, dove i soci stavano seguendo la finale dei Mondiali di calcio; il secondo in un ristorante di cucina etiope a Kabalagala, un sobborgo a sud della capitale. Tra le vittime anche un cittadino americano.
Il quotidiano ugandese The New Vision nel suo sito online precisa che un ordigno è esploso poco dopo le 23 locali (le 22 in Italia) al Kyadondo Rugby Club. Un giornalista sportivo del quotidiano presente sul posto ha raccontato di avere visto sangue, vestiti e scarpe sparsi dappertutto, mentre le forze di sicurezza e i soccorritori evacuavano i feriti. L'altra bomba è deflagrata al ristorante Ethiopian Village, nel quartiere meridionale di Kabalagala, uno dei centri della vita notturna della capitale.
I due locali della capitale ugandese erano affollati di appassionati di calcio che stavano seguendo la finale dei Mondiali del Sudafrica: il sito on line di un quotidiano locale fornisce un bilancio di 33 vittime (la polizia parla di 23)
Il capo della polizia Kale Kayihura ha affermato che ''13 persone sono morte all'Ethiopian Village, e molte altre sono rimaste ferite, mentre almeno 10 sono morte al rugby club''. ''Queste bombe - ha aggiunto - volevano sicuramente colpire le folle che assistevano ai Mondiali''.
Ancora non è emersa nessuna indicazione sugli autori dell'attacco: l'anno scorso gli Shabaab, un gruppo integralista somalo, aveva minacciato di attaccare Kampala. L'Uganda ha inviato truppe in Somalia nel quadro di una forza di peacekeeping dell'Unione Africana. Kayihura ha anche menzionato i ribelli ugandesi dell'Esercito di resistenza del Signore (Lra), che per oltre 20 anni hanno insanguinato il nord dell'Uganda: lo scorso maggio il governo di Kampala aveva ipotizzato che il gruppo si stesse ricostituendo lungo il confine occidentale con la Repubblica Democratica del Congo.
L'unità di crisi della Farnesina, in contatto con l'ambasciata d'Italia a Kampala, sta verificando l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani nelle esplosioni. Lo si è appreso alla Farnesina.
Trovata testa mozzata, forse è di un kamikaze
Un kamikaze potrebbe essere stato all'origine di almeno una delle due esplosioni a Kampala. Lo riferisce un portavoce dell'esercito ugandese che segnala il ritrovamento dei resti di un uomo che si pensa di nazionalità somala. "Sul luogo di una delle esplosioni è stata trovata la testa mozzata di un uomo che gli investigatori ritengono fosse di nazionalità somala e che sospettiamo essere un attentatore suicida", ha detto il portavoce dell'esercito Felix Kulaije. "Sospettiamo si tratti di un appartenente al movimento islamico somalo degli Shabaab che da tempo minacciava un'azione simile", ha aggiunto.
Rivendicati gli attentati
Il movimento integralista islamico somalo degli Shabaab, legato ad Al Qaida, ha rivendicato il duplice attentato a Kampala, in Uganda, in cui almeno 74 persone sono rimaste uccise. Lo ha fatto sapere il portavoce degli Shabaab, Ali Mohamud Rage, in un comunicato. ''Ci siamo noi dietro questo attacco, perché siamo in guerra con loro'', ha detto Rage, spiegando che A Shabaab aveva ''già messo in guardia gli ugandesi dall'astenersi da tutte le azioni in Somalia''.
''Ci siamo rivolti sia ai dirigenti che al popolo ma non ci hanno mai ascoltato'', ha aggiunto. Al Shabaab, ha proseguito il portavoce, ''andrà avanti con gli attacchi se gli ugandesi continueranno a uccidere la nostra gente''. L'Uganda è stato il primo Paese a contribuire nel marzo 2007 alla Forza dell'Unione africana in Somalia (Amiasom), ultimo strumento contro gli attacchi degli estremisti islamici del fragile governo somalo di transizione.