Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, auspica l'avvio di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi entro settembre, cioè prima della scadenza della moratoria sui nuovi insendiamenti ebraici nei territori palestinesi. Lo ha dichiarato lo stesso Obama al termine di un colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita a Washington. Anche Netanyahu ha confermato la discussione di "passi concreti" per il processo di pace.
Obama e Netanyahu hanno comunque riaffermato il "legame speciale" tra Stati Uniti e Israele. Il leader Usa, al termine dell'incontro nello Studio Ovale, ha detto che il legame tra i due paesi è "indissolubile", volendo dissipare le voci che negli ultimi mesi davano il rapporto per incrinato. "Siamo impegnati a mantenere quel legame speciale", ha detto Obama, "E faremo ciò che è necessario per sostenerlo, non solo a parole, ma con le azioni". Da parte israeliana Netanyahu ha detto che le speculazioni su tensioni tra i due governi sono "del tutto sbagliate".
Si è intravisto uno spiraglio per riprendere un percorso di pace con i palestinesi. "E' arrivato il momento" di effettuare trattative dirette con i palestinesi, ha detto Netanyahu. "Gli israeliani sono pronti a fare molto per la pace". Senza entrare in dettagli Netanyahu ha detto che lui e Obama
hanno discusso di azioni concrete da intraprendere nelle prossime settimane. Obama ha detto di volere l'inizio di trattative dirette tra israeliani e palestinesi prima della fine di una moratoria sulle costruzioni di insediamenti israeliani in Cisgiordania. Il presidente americano ha detto anche di aver visto "reali progressi" nella recente decisione israeliana di alleggerire l'embargo per la striscia di Gaza, in vigore da tre anni. Ha detto di ritenere che Netanyahu sia pronto a prendersi i rischi necessari per arrivare alla pace in Medio Oriente. Le trattative con i palestinesi si sono interrotte nel 2008.
E' stato il quinto incontro tra Obama e Netanyahu, ed è il recupero di quello che avrebbe dovuto tenersi lo scorso 1 giugno, cancellato per via dell'incidente dalla flottiglia nelle acque del Mediterraneo.
Si è parlato anche di Iran, le cui ambizioni nucleari sono ritenute una minaccia per la sicurezza di Israele. Netanyahu ha espresso soddisfazione per un'ultima serie di sanzioni approvate la settimana scorsa da Obama, ma ha chiesto anche alla comunitàinternazionale di adottare sanzioni dure nei confronti di Teheran. Obama ha detto che l'America non chiederà mai allo stato ebraico azioni che possano compromettere la sua sicurezza.