La manovra economica del governo avrà un impatto negativo sul Prodotto interno lordo, secondo i calcoli del ministero dell'Economia. Si calcola che il Pil crescerà dello 0,5% in meno nel triennio tra il 2010 e il 2012, con un calo pari allo 0,1% nel 2010, e dello 0,2% nei due anni successivi. Dovrebbero però arrivare anche effetti positivi sulla macroeconomia, che compenseranno le perdite in termini di produttività.
Il dato emerge dalla tabella integrativa della Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica, che esamina appunto l'impatto depressivo della manovra economica e che è stata presentata in commissione Bilancio al Senato dal ministero dell'Economia.
Per effetto della manovra, il Pil nel 2010 crescerà dello 0,9% e non dell'1% come previsto dalle ultime stime del governo. L'impatto della manovra sul Pil sarà invece pari a zero nel 2013.
Dalla tabella del Tesoro, inoltre, emerge che la manovra non avrà nessun impatto sull'occupazione nel 2010, mentre porterà un calo dello 0,1% nel 2011 e dello 0,2% nel 2012 e nel 2013. Il tasso di disoccupazione, invece, sempre per effetto della manovra, resterà invariato nel 2010 e aumenterà dello 0,1% nel 2011, dello 0,3% nel 2012 e dello 0,5% nel 2013.
La manovra inciderà poi sugli investimenti a partire dal 2011, quando si prevede un calo dell'1,1%, che si acuirà nel 2012 con un calo dell'1,3% e si attenuerà nel 2013 con un calo dello 0,5%.
I consumi privati saranno penalizzati dalla manovra e scenderanno dello 0,2% nel 2010 e dello 0,1% nel 2011 e nel 2012, mentre sarà nullo l'effetto sul 2013. Per i consumi collettivi, invece, il Tesoro prevede un impatto positivo dello 0,1% nel 2010 e negativo per gli anni successivi con un calo dello 0,4% nel 2011, dello 0,2% nel 2012 e dello 0,1% nel 2013.
Infine, la manovra si riverbererà anche sui redditi e sui salari a partire dal 2011, quando è previsto un calo dello 0,5%, mentre nel 2012 e nel 2013 la diminuzione sarà pari allo 0,6% in ciascun anno.