L'ultima di una lunga serie di gaffe: così la Casa Bianca ha commentato la notizia, rilanciata dai media britannici, che l'amministratore delegato di Bp, Tony Hayward, aveva partecipato a una prestigiosa regata velica. La società ha rifiutato di confermare la presenza del manager ma la notizia, rimbalzata all'altro capo dell'Atlantico, dove il petrolio continua a uscire senza tregua, ha fatto uscire dai gangheri Obama.
Insomma, Tony Hayward non si è negato una gara di yacht in Inghilterra nel fine settimana (nella foto un'immagine). Una notizia a cui hanno dato grande risalto tutte le principali emittenti americane, dalla Cnn alla Abc, alla Cbsm, riportando l'indignazione di molti pescatori che si dicono oltraggiati dal comportamento di Hayward: "A noi, che per vivere abbiamo bisogno di uscire in mare - dicono - da due mesi è vietato adoperare le nostre barche, e lui se ne va su uno yacht? Data la situazione, ci sentiamo offesi".
Interpellato al riguardo nel quartier generale della Bp a Houston, un portavoce del gruppo petrolifero britannico, Robert Wine, difendendo Hayward ha replicato in questi termini: "Sta trascorrendo alcune ore di vacanza con la sua famiglia. Dal giorno dell'incidente, il 20 aprile scorso, non ha mai preso una giornata di riposo. Sono certo che chiunque possa capirlo".
L'indignazione della Casa Bianca
Sarà... La Casa Bianca intanto però giudica la regata in vela come l'ultima di una lunga serie di gaffe. Il "Bob", la Barca da regata da 300mila euro di cui Hayward è comproprietario, ha partecipato alla Jp Morgan Asset Management Round The Race Islanda, attorno all'isola di Wight, al largo della costa meridionale dell'Inghilterra.
D'altra parte, quella della regata non è il primo comportamento quantomeno imbarazzante di Hayward. Nelle scorse settimane Barack Obama, quando disse che voleva sapere chi poteva prendere "a calci nel sedere" per la marea nera, aggiunse che se Hayward avesse lavorato per lui, lo avrebbe licenziato. E il presidente della Bp, Carl-Henric Svanberg, venerdì ha annunciato che non si occuperà più della gestione quotidiana della crisi.
La regata ha spinto il Chief of Staff della Casa Bianca, Rahm Emanuel, a parafrasare un'altra ben nota gaffe di Hayward, quando, nel pieno della bufera, aveva detto che avrebbe voluto ritornare "alla sua vita prima della crisi". "Beh, per citare Tony Hayward, è ritornato alla sua vita di prima, come direbbe lui stesso", ha ironizzato Emanuel, intervistato dall'Abc. "Penso che Tony Hayward non avrà una seconda carriera come 'pierre'. Questa è solo una parte di una lunga serie di gaffe ed errori. Ma qui c'è una sostanza che conta - ha continuato Emanuel -. La cosa più importante è: stiamo mettendo un tappo sul pozzo? Stiamo recuperando il petrolio? Stiamo fronteggiando la marea nera? Stiamo rispondendo ai reclami? E stiamo ripulendo questo pasticcio? Questo è l'importante".
E intanto il petrolio lambisce anche la Florida
L'ennesimo colpo all'immagine della Bp è arrivato al termine di un'altra giornata nera. Dopo aver inquinato le spiagge di Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida occidentale, le prime palle di catrame sono arrivate Panama City, il punto più a est della Florida. Poche ore prima, sui vertici del colosso britannico era arrivata la severa sanzione di Anadarko Petroleum Corp, socio minoritario, i cui vertici hanno accusato la consociata di condotta "irresponsabile". "Sembra che sia stata grossolana negligenza e cattiva condotta dolosa", ha detto il presidente esecutivo dell'Anadarko, Jim Hackett. Secondo la Cnn, l'Anadarko, proprietaria del 25 per cento del pozzo di petrolio da cui estraeva la piattaforma DeepWater Horizon, aveva firmato un contratto in cui si era impegnata a pagare un quarto dei costi collegati al giacimento a meno che la Bp non si fosse resa responsabile di flagrante negligenza. Secondo Anadarko, Bp era responsabile di tutta la pianificazione e le attività della piattaforma e doveva prendere "le decisioni adeguate".
La Bp si è detta "in profondo disaccordo" con l'accusa di negligenza e ha invece imputato alla Anadarko di rifiutare di accettare la responsabilità nella fuoriuscita del petrolio e nei danni che ha causato. Intanto però Hayward non si è fatto vedere auna riunione di leader mondiali dell'industria petrolifera a San Pietroburgo, dove i guai della sua azienda sono stati argomenti di discussione costante.