L'ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi è nato a Parma il 19 luglio 1939. Sposato con figli, laureato in ingegneria civile, è un esperto in materia di gallerie e sottosuolo. Professore di geotecnica del sottosuolo alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Parma e presidente della Società italiana gallerie (Sig), Lunardi ha cominciato la sua esperienza nella Cogefar, per la quale ha seguito la progettazione e la realizzazione di importanti opere in Italia e nel mondo.
Agli inizi del 1980 ha fondato una sua società di ingegneria, la Rocksoil. E' stato diverse volte consulente del governo come "consigliere per i problemi della conservazione del suolo e grandi infrastrutture", membro della Commissione per la Valtellina, della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, consulente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, membro della commissione di super esperti nominata per valutare i danni provocati nel 1999 dall'incendio nel Tunnel del Monte Bianco, consulente della Società Autostrade per il tunnel della Variante di Valico.
Nel 2001, alla formazione del Governo Berlusconi bis, diventa ministro per le Infrastrutture e i Trasporti ed è il firmatario della legge Lunardi sulle Grandi Opere. A lui è legata anche l'introduzione nel luglio 2003 della patenti a punti. E' stato tra i progettisti del traforo del Monte Bianco e di quello del Frejus, ha realizzato tratti di metropolitane a Lione e Marsiglia, a Singapore e a Canton ed anche a Roma, nel periodo dell'amministrazione Rutelli. Ha coordinato il programma delle grandi opere per la Casa delle Libertà.
Alle elezioni politiche del 2006, Pietro Lunardi viene eletto per la prima volta in Parlamento, come senatore per Forza Italia nella regione Emilia-Romagna. Nell'inchiesta G8 spunta il suo nome dopo quello del ministro Scajola: secondo un testimone sarebbe stato il beneficiario di un'altra operazione targata Diego Anemone per la compravendita di un immobile di pregio.