cronaca

Bertolaso chiarisce ruolo moglie

La collaborazione della moglie di Guido Bertolaso con l'imprenditore Diego Anemone terminò nel gennaio del 2007, "quando iniziava a profilarsi la possibilità che il Salaria Sport Village sarebbe potuta divenire una delle sedi dei Mondiali di nuoto". Lo ha detto lo stesso capo della Protezione civile ai magistrati di Perugia. A dimostrazione di ciò, Bertolaso ha consegnato documenti che provano la collaborazione.

Ai magistrati avrebbe spiegato che la moglie ricevette come compenso 25mila euro anziché i 99mila stabiliti all'inizio perché il lavoro venne interrotto prima di essere completato. Di qui la decurtazione del compenso.

Sempre ai magistrati il capo della Protezione Civile ha anche portato l'assegno per "il pagamento dei lavori di falegnameria effettuati nella propria abitazione", come "sempre sostenuto in pubblico", si legge in una nota diffusa dal Dipertimento della Protezioen civile. "Nessuna domanda, inoltre è stata rivolta a Bertolaso su eventuali appartamenti o proprieta' sia in Italia che all'estero, voci che avevano trovato spazio nelle cronache degli ultimi giorni". E comunque "Bertolaso ha chiarito di non possedere alcuna casa all'estero".

"Ho dimostrato la mia totale estraneità alle accuse che mi sono state mosse", ha detto durante l'interrogatorio davanti ai magistrati di Perugia che indagano sugli appalti per i Grandi eventi. Bertolaso ha quindi chiesto "che abbia a terminare l'assurda e ingiustificata attività mediatica in corso dal 10 febbraio basata su voci e illazioni di cui si è dimostrata la completa infondatezza".

Ha riferito poi di avere pagato le bollette ma non l'affitto dell'appartamento di via Giulia, a Roma, nel quale per un breve periodo ha abitato.

Intanto è stato rinviato il processo per la scuola marescialli di Firenze, filone dell'inchiesta sui Grandi eventi. Il presidente del collegio ha dichiarato la propria astensione per incompatibilità, rinviando all'udienza di giovedì con un nuovo collegio. La Presidenza del Consiglio ha chiesto di costituirsi parte civile per danno all'immagine. Il tribunale ha deciso che restano in carcere Angelo Balducci e Fabio De Santis, presente in udienza, senza manette.