cronaca

Papa: "Sacerdozio non è un lavoro"

Il sacerdozio non è una professione come gli altri, ma "la disponibilità di servire con tutte le proprie forze il Signore in questo nostro tempo". Lo ha affermato Benedetto XVI rivolgendosi ai sacerdoti di tutto il mondo in occasione della veglia di preghiera che conclude l'Anno sacerdotale. "So che ci sono tanti parroci nel mondo che danno tutta le loro energie. A loro - ha aggiunto il Pontefice - vorrei dire un grande grazie in questo momento".

Il celibato è un modo di trascendere la vita terrena, anticipare, diventando sacerdoti, l'inizio di una nuova vita e unirsi a Dio, ed è questo un "grande scandalo" per una società che vive in un "eterno presente", ha spiegato Benedetto XVI. "Per il mondo in cui Dio non entra - ha detto il Papa - il celibato è un grande scandalo perché va vissuto come realtà e per questo si ritiene che dovrebbe scomparire. Può sorprendere questa critica - ha aggiunto - in un' epoca in cui è sempre più di moda non sposarsi, ma il celibato dei sacerdoti è una cosa completamente diversa, non un vivere solo per sé stessi e non accettare alcun vincolo definitivo, ma proprio il contrario".

E' infatti - ha sottolineato - "un sì definitivo, un farsi prendere da Dio, è il sì definitivo del matrimonio, forma naturale unione uomo e donna, fondamento della cultura cristiana del mondo. Se scompare - ha ammonito il Pontefice - scompare la radice della nostra cultura". Ed è proprio il "grande scandalo" della conferma del celibato - ha concluso - il miglior antidoto allo "scandalo secondario causato dalle nostre insufficienze mortali". Un sìche, come il matrimonio, esige ''fedeltà". Il Papa ha infine invocato "un grande segno di fede che ci renda liberi dagli scandali secondari esaltando gli 'scandali' che vengono per scelta per Signore".