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Kiev: trovato morto il fotoreporter e attivista ucraino Maks Levin

Era scomparso dal 13 marzo, l'ultimo post su Facebook dal fronte era datato 12 marzo. Aveva 40 anni e aveva lavorato per numerose testate internazionali

Il fotoreporter ucraino e attivista per i diritti umani Maks Levin è stato trovato morto. Lo riporta l'Ukrainska Pravda. Levin, 40 anni, che aveva lavorato per diverse testate internazionali tra cui Ap, Bbc e Reuters, era scomparso dal 13 marzo scorso dalla prima linea vicino a Kiev, nel distretto di Vyshhorod dove stava riprendendo i combattimenti. Il suo ultimo post su Facebook dal fronte era datato 12 marzo. Lascia 4 figli minorenni. E' il settimo giornalista ucciso nella guerra in Ucraina.

"Ogni fotografo ucraino sogna di scattare una foto che fermi la guerra", diceva Levin, che si era dedicato a progetti di documentari sulla guerra in Ucraina, con l'obiettivo di mostrare i crimini degli occupanti russi.

Zakrzewski e Kuvshinova: i due giornalisti uccisi alle porte di Kiev

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Pierre Zakrzewski, cronista di Fox News
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Pierre Zakrzewski, cronista di Fox News
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La cronista ucraina Alexandra Kuvshinova
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Nella foto (courtesy Fox News) a sinistra, il cameraman Pierre Zakrzewski
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Il bilancio dei giornalisti al fronte - Al 23 marzo erano sei i giornalisti uccisi nella guerra in Ucraina. L'ultima era stata Oksana Baulina, del sito russo indipendente The Insider, morta in un bombardamento mentre filmava la distruzione provocata dal lancio di razzi su un centro commerciale nel distretto di Podolsky. Ora si aggiunge Levin, il settimo caduto. Mentre sono 35 quelli feriti.

Ricordiamo il cameraman irlandese di Fox News Pierre Zakrzewski, veterano dei conflitti, dall'Iraq all'Afghanistan, con la giornalista ucraina Alexandra Kuvshinova, colpiti mentre erano in auto vicino al villaggio di Gorenki, nei pressi della capitale, sulla strada per Irpin. Insieme a loro c'era anche il corrispondente dell'emittente Benjamin Hall, rimasto ferito in modo grave e sottoposto a diverse operazioni.

Nell'area attorno della capitale sono morti anche il cameraman Yevhen Sakun, vittima dell'attacco missilistico alla torre della tv a inizio marzo, e il giornalista e videoreporter americano Brent Renaud, già collaboratore del New York Times, colpito durante i combattimenti a Irpin, probabilmente da soldati russi.

Ha perso la vita durante i combattimenti vicino a Mykolayiv, invece, l'altro reporter ucraino Viktor Dudar.

Ucraina, Zelensky scrive alla famiglia del giornalista americano ucciso: "Il sacrificio di Brent Renaud sia di esempio nella lotta contro le tenebre"

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E' commossa e sentita la lettera di condoglianze che il presidente ucraino Zelensky ha inviato alla famiglia del giornalista americano Brent Renaud, ucciso dalle forze armate russe a Irpin, a pochi chilometri da Kiev, mentre testimoniava la fuga degli ucraini dalla capitale. L'ha pubblicata lo stesso capo di Stato sul suo profilo Twitter. "E' con profonda tristezza che vi scrivo per presentarvi le mie condoglianze sincere per la perdita del vostro amato figlio e fratello", si legge. "Giornalista di talento e coraggioso - ha continuato Zelensky- Brent ha perso la sua vita mentre documentava la tragedia umana, la devastazione e la sofferenza di milioni di ucraini. Con tutto il suo coraggio e determinazione, ha viaggiato nelle più pericolose zone di guerra per filmare la spietatezza e il male senza precedenti inflitti alla nostra nazione dallo Stato aggressore". "Possano la sua vita e il suo sacrificio - conclude - ispirare il mondo a contrapporsi alle forze delle tenebre".

Sono almeno 35, come detto, i giornalisti feriti, secondo la responsabile per i diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmila Denisova, mentre si sono perse le tracce di Oleh Baturin a Kherson, città in mano alle forze russe, sospettate del suo sequestro.

A tenere il conto degli attacchi contro la stampa è anche Reporter Sans Frontieres, che ha aperto a Leopoli il Centro per la libertà di stampa e ha avviato la distribuzione di elmetti e giubbotti antiproiettile.

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