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Teatro Mariupol, bombe sull'edificio nonostante la scritta "bambini" | Deputato Taruta: "Il bunker ha resistito, la gente sta uscendo viva"

Secondo Human Rights Watch dentro c'erano almeno 500 civili. La Russia si difende: "Non abbiamo colpito noi ma la milizia ucraina Azov"

Il teatro di Mariupol potrebbe diventare la strage più sanguinosa di questa guerra. Secondo la ong Human Rights watch all'interno dell'edificio ci sarebbero stati "500 civili". A destare scalpore è anche una foto satellitare della società Maxar che mostra come sulle piazze antistanti il teatro ci fosse dipinto a caratteri giganti in russo la scritta "bambini"("дети" in cirillico). Un tentativo per salvare il luogo dai bombardamenti. Eppure i russi si difendono, dicendo di non avere lanciato loro i missili. E la stessa Human Rights Watch, allo stato attuale, non è in grado di escludere che quello potesse comunque essere un obiettivo militare. E un segnale di speranza arriva dal parlamentare dell'Oblast Sergei Taruta che su Facebook ha annunciato: "Il bunker antiaereo sotto il teatro ha retto, la gente sta uscendo viva, almeno 130 persone".

Sergei Taruta: "Il bunker sotto il teatro ha resistito" - C'è una speranza che la gente dentro al teatro sia ancora in vita. Il deputato dell'Oblast Sergei Taruta, tra i primi ad annunciare il bombardamento del teatro, ha pubblicato su Facebook un post nel quale dice che il bunker anti aereo sotto l'edificio ha resistito. "Dopo una terribile notte di incertezza la mattina del ventiduesimo giorno di guerra, finalmente buone notizie da Mariupol. Il rifugio antiaereo ha resistito. La gente sta uscendo viva dalle macerie!", ha scritto.  "Il rifugio antiaereo vicino al Mariupol Drama Theatre ha
resistito. Circa 130 persone sono gia' state salvate. I blocchi sono stati smantellati".

HRW: "Mariupol sotto assedio da giorni" - "Finché non ne sapremo di più, non possiamo escludere la possibilità di un obiettivo militare ucraino nell'area del teatro, ma sappiamo che il teatro ospitava almeno 500 civili". Ha dichiarato Belkis Wille, referente di Human Rights Watch, in merito al bombardamento del Teatro drammatico di Mariupol. "Ci sono serie preoccupazioni - ha aggiunto - su quale fosse l'obiettivo in una città sotto assedio da giorni e in cui telecomunicazioni, elettricità, acqua e riscaldamento sono stati quasi completamente interrotti". Nelle immagini satellitari si vedono due scritte "bambini" in caratteri cirillici davanti e dietro la struttura. 

Teatro Mariupol, la foto satellitare con la scritta gigante "bambini" per difendere l'edificio

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Foto dei giorni scorsi mostrano civili nel teatro - Human Rights Watch precisa di "non essere stato in grado di contattare telefonicamente nessuno a Mariupol il 16 marzo per determinare se i civili avessero lasciato il teatro immediatamente prima dell'attacco". In alcune fotografie scattate la mattina del 15 marzo da una dottoressa che stava lasciando la città si vedono "gruppi di persone in abiti civili che cucinano cibo su un fuoco aperto e trasportano secchi di acqua appena fuori dal teatro". Nelle fotografie non sono visibili veicoli o personale militare. Inoltre dalle testimonianze di alcuni civili fuggiti a Zaporizhzhia emerge che nel teatro si erano rifugiate molte persone: secondo un medico "vi risiedevano tra i 500 e gli 800 civili" mentre un volontario impegnato a rifornire i rifugi ha riferito che "la struttura ospitava tra i 500 e i 700 civili". 

Teatro Mariupol, il video che mostra l'edificio pieno di civili

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Mosca: "Il teatro colpito dal battaglione ucraino Azov" - La Russia nega le accuse di aver bombardato il teatro di Mariupol, che ospitava centinaia di civili sfollati. Secondo il ministero della Difesa di Mosca è stata la milizia ultranazionalista ucraina del Battaglione Azov a distruggere l'edificio. Lo riporta la Tass. Nella dichiarazione, citata anche da Ria Novosti, si legge che "secondo i dati affidabili disponibili, i militanti del battaglione nazionalista Azov hanno commesso una nuova sanguinosa provocazione, facendo saltare in aria l'edificio del teatro minato da loro".

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