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Attacco bus nazionale Togo, 3 morti

La squadra rinuncia alla Coppa d'Africa

Tre persone sono morte nell'attacco contro il pullman della nazionale del Togo avvenuto al confine tra Congo e Angola. Le vittime sarebbero l'autista, l'allenatore in seconda e l'addetto stampa. Il portiere, Kossi Agassa, ha dichiarato che nessun giocatore è stato ucciso smentendo alcune voci in tal senso. La squadra è stata richiamata in patria dal governo e pertanto non disputerà la Coppa d'Africa, che prenderà il via domenica in Angola.

Sull'episodio le informazioni giungono frammentarie e parziali. I morti accertati sono tre - l'autista, il vice allenatore e l'addetto stampa - e un imprecisato numero di feriti, almeno uno dei quali grave. Il bilancio è stato tracciato da fonti della nazionale di Togo e della Can (Confederation Africaine de Football), l'organo che governa il calcio africano.

L'autista sarebbe morto venerdì, mentre l'addetto stampa Stanislas Ocloo e il vice allenatore Abalo Amelete sarebbero deceduti sabato mattina.

Mentre altre fonti parlano di quattro morti tra cui tre giocatori, il portiere della nazionale togolese Kossi Agassa, intervistato dall'emittente radiofonica France Info, riferisce di tre vittime e smentisce il decesso di giocatori. Tra i feriti, Agassa cita un altro portiere Kodjovi Obilalé, che sarebbe stato colpito gravemente a un rene e trasportato d'urgenza in Sudafrica per essere operato.

"Siamo sconvolti da queste notizie nessun giocatore si sente pronto a prendere parte" a questa competizione, ha dichiarato, Agassa. "Tutti vogliono tornare dalle loro famiglie". Poi, la notizia del richiamo in patria della squadra e del ritiro dalla Coppa d'Africa.

L'attacco al pullman del Togo, con colpi di mitra, è stato rivendicato dal Fronte di liberazione dell'enclave di Cabinda (Flec), che si batte dal 1975 per l'indipendenza di questo territorio che si trova tra la Repubblica democratica del Congo e il Congo-Brazzaville.