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Il film di Argento? E' un "giallo"

Ultimo lavoro bloccato da produttori

Un film con un cast stellare, quasi un anno di lavoro e i complimenti degli spettatori. I pochi fortunati bisognerebbe aggiungere. Sì, perché "Giallo", l'ultimo film di Dario Argento, è scomparso nel nulla. Dopo un paio di apprezzate anteprime a Festival il film non è mai uscito nelle sale. "E' incredibile - dice Argento a "Il Giornale" - ho provato a sentire i produttori ma si negano al telefono".  

Adrien Brody (premio Oscar), Emmanuelle Seigner ed Elsa Pataky. Un parco attori del genere Dario Argento non lo aveva da anni e così quando un gruppo di produttori americani, tre anni fa, ha bussato alla sua porta proponendogli soldi, libertà creativa e persino la possibilità di girare a Torino, la città da lui più amata, al regista non è parso vero. Ed ecco così "Giallo".

Ma una volta confezionato il film sono iniziati i problemi. "Cosa sia successo non lo sa nessuno - dice Argento al "Giornale" -. E' incredibile, oltretutto chi lo ha visto lo ha molto apprezzato". I pochi fortunati sono stati gli spettatori di Festival come quello di Edimburgo e di Pusan, in Corea. Poi, forse, la chiave di volta della vicenda. "Lo hanno portato al mercato del Festival di Cannes... "ma non lo hanno venduto, forse chiedevano troppi soldi". E così il film giace in magazzino. I produttori non rispondono alle chiamate di Argento e non si sa nemmeno se sono stati pagati gli attori. "Brody dovrebbero averlo pagato una cifra enorme - aggiunge il regista -. Però non so se glieli hanno già dati tutti i soldi. Forse anche questa è la ragione di tutto questo casino".

Come che sia la vicenda Argento è decisamente giù di morale. "E' il primo film che faccio nella vita che poi non esce - ammette -. Mi ha provocato una grossa inquietudine, una specie di depressione. Ci ho messo tanto, un anno della mia vita, e ora è perduto". E adesso? "Ho pensato addirittura di fermarmi un anno ma non è giusto, soprattutto per i miei fan. Così ho iniziato a scrivere un nuovo film. Per uscire da questo incubo".