"Al Qaeda ha in progetto un attentato a Sanaa". Lo ha riferito alla Cnn un consigliere di Barack Obama per la Sicurezza. "Vi sono segnali di un attentato pianificato contro un obiettivo nella capitale yemenita", ha affermato John Brennan, consigliere per l'antiterrorismo. Proprio in vista di un attacco, le autorità Usa, Gb, Giappone e Francia hanno chiuso le relative ambasciate nello Yemen.
La tensione tra Usa, Gb e Yemen, dunque, resta ancora alta dopo l'accordo tra Obama e Brown su un impegno congiunto contro il terrorismo internazionale in Yemen e Somalia. "Sappiamo che là c'è Al Qaida. Sappiamo che dobbiamo stare attenti", ha spiegato il consigliere del presidente americano Barack Obama per l'antiterrorismo, John Brennan.
Nel frattempo, a scopo cautelativo, Londra e Washington hanno deciso la chiusura delle ambasciate nello Stato arabo. I britannici hanno motivato il provvedimento con "ragioni di sicurezza" legate alla minaccia terroristica mentre ai dipendenti yemeniti della rappresentanza americana stato detto di non presentarsi al lavoro fino a nuovo ordine. "L'ambasciata usa a Sanaa resta chiusa in risposta alla minaccia rappresentata da al-Qaeda nella Penisola arabica contro gli interessi americani nel Paese" si legge in una nota sul sito web della missione diplomatica.
Chiuse anche ambasciata francese e giapponese
La Francia ha chiuso al pubblico la propria ambasciata in Yemen per motivi di sicurezza. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri francese. Anche il Giappone ha deciso di chiudere la propria sede diplomatica a Sanaa.
Farnesina: "Monitoriamo la situazione"
"Ancora non sono state prese decisioni". La Farnesina "monitora attentamente la situazione e si terrà in stretto contatto con gli altri partner europei e con le autorita' yemenite che consideriamo alleate nella lotta al terrorismo". E' quanto riferiscono fonti del ministero degli Esteri, interpellate sulla decisione, presa da Usa e Gran Bretagna, di chiudere le loro sedi diplomatiche nello Yemen dopo minacce di Al Qaeda nella penisola arabica. "Ancora non sono state prese decisioni - precisa la fonte - . E' chiaro però che stiamo monitorando attentamente la situazione. Ci terremo in stretto collegamento con i partner europei ed in stretto contatto con il governo dello Yemen".
Frattini: contro il terrorismo serve una strategia europea
Il ministro degli Esteri Franco Frattini auspica che l'Europa elabori una strategia di prevenzione contro il terrorismo. "Per troppo tempo avevamo dimenticato il pericolo, che purtroppo si sta facendo sentire. L'Europa deve elaborare rapidamente, come fece nel 2005, una strategia forte di prevenzione e di collaborazione sul terrorismo. Il momento è delicato. Nello Yemen ci sono centinaia di uomini di Al Qaida che operano ed opereranno non solo nel Paese". Questo l'intervento del ministro al Tg5.
Il titolare della Farnesina ha ricordato l'appuntamento del 28 gennaio a Londra, un vertice che affiancherà la Conferenza sull'Afghanistan. "La presenza dei ministri degli Esteri - ha spiegato Frattini - ci permetterà di discutere anche del terrorismo. Credo che sia il momento opportuno".
Riguardo alla sede diplomatica italiana in Yemen, Frattini ha assicurato che "l'ambasciata è assai ben protetta e rischi immediati per la sicurezza non ve ne sono. Ma ciò non vuol dire che non ci debba essere prudenza. Il nostro ambasciatore è comunque in contatto con i suoi omologhi e il governo yemenita".