cronaca

Pedo-pornografia, 501 siti proibiti

Risultati dell'attività della polizia

Sono 501 i siti pedo-pornografici inseriti del servizio polizia postale e delle comunicazioni della polizia di Stato nella "black list" che serve ai provider italiani per applicare filtri per renderli inacessibili. Il dato è stato diffuso da Elvira D'Amato, responsabile del Centro di contrasto alla pedo-pornografia online della polizia postale. In 11 anni di attività sono stati monitorati 319.797 siti, 177 dei quali, italiani, sono stati oscurati.

"Alcuni di questi siti - ha spiegato la D'Amato - non presentano immediatamente in home page o nelle prime offerte materiale esplicitamente pedo-pornografico, si limitano ad ammiccare a un vago erotismo, quasi confondibile con l'artistico, nascondendo poi la possibilità di acquistare e di ottenere materiale per reali abusi".

La materia della pedo-pornografia online è in discussione a Courmayeur nel convegno “Proteggere i minori dagli abusi sessuali nell’era delle tecnologie dell’informazione”, promosso dall’Ispac (Nazioni Unite), dal Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale e dalla Fondazione Courmayeur, con relatore proprio Elvira D'Amato. Il convegno prende spunto dalla dilagante vittimizzazione dei gruppi più deboli su Internet, che si concretizza oggi – per esempio – nella sempre più frequente diffusione di immagini di abusi sessuali su minori e di aste online di donne soggette ad abuso, soggetti presi di mira in maniera maggiore rispetto ad altri.

Prima dell’apparizione di Internet, la diffusione di materiale attinente all’abuso e allo sfruttamento sessuale era relativamente contenuta. Oggi si parla invece di una reale piaga sociale e il rapido sviluppo delle tecnologie dell’informazione, e in particolare della Rete, ha contribuito a dare una nuova dimensione all’abuso e allo sfruttamento sessuale online di minori, creando un ambiente favorevole alla sua proliferazione.