economia

Luxottica fa pace con il Fisco

Del Vecchio versa 300 milioni di euro

Pace fatta tra Leornardo Del Vecchio, il re degli occhiali del gruppo Luxottica, e il Fisco italiano. Un assegno record di oltre 300 milioni di euro ha chiuso l'accertamento che gli ispettori fiscali delle Entrate avevano aperto nei confronti di due società del gruppo: la Leofin Holding Gmbh e la Delfin Sarl.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha espresso "viva soddisfazione" per il lavoro svolto dai propri dipendenti ma anche per lo spirito collaborativo espresso dalla società e dai propri consulenti.

All'Agenzia delle Entrate, la chiusura della controversia ha garantito l'incasso immediato delle imposte, delle sanzioni e degli interessi. In pratica l'assegno è stato subito staccato. Per Del Vecchio, secondo quanto affermato dal Giornale che ha anticipato la notizia, l'accordo è stato raggiunto perché "ho preferito evitare possibili strascichi giudiziari e chiudere la vertenza avvalendomi degli istituti di definizione concordata con il fisco".

Nel concreto la controversia è derivata da due separate "cartelle" che l'Agenzia delle Entrate aveva inviato in merito alla residenza in Italia delle Leofin nell'anno 1999 e su talune operazioni straordinarie realizzate da Delfin nel 2006 prima del trasferimento all'estero della residenza italiana.

L'Agenzia delle Entrate, per concludere la vertenza, aveva posto come condizione l'adesione alla chiusura di tutte le vertenze oggetto della contestazione. Così gli uffici fiscali hanno ritenuto ragionevole, nell'ottica della definizione, accumunare le diverse operazioni poste in essere negli anni 1999 e nel 2006 tramite le due società, con l'obiettivo unitario di rivalutare le partecipazioni detenute nel tempo a vario titolo e a minimizzare il carico delle imposte applicabili su queste rivalutazioni. Tecnicamente la soluzione ha consentito agli uffici di recuperare le imposte dovute sui "plusvalori", cioè sul maggior valore dei beni al momento del loro effettivo realizzo (nel 1999 per Leofin e nel 2006 con il trasferimento all'estero di Delfin).

La soluzione unitaria ha consentito inoltre di superare da una parte alcuni aspetti formali che una soluzione separata delle due questioni avrebbe comportato e dall'altro di ottenere quello che gli uffici considerano "un apprezzabile risultato in termini di soddisfacimento degli interessi erariali" per il "sensibile impatto in termini di gettito effettivo".

La valutazione fatta da Del Vecchio, riporta dal Giornale, spiega invece come l'accertamento fosse relativo ad elusione e non ad evasione, cioè legata all'utilizzo di accorgimenti societari più opportuni per pagare meno tasse senza infrangere formalmente alcuna norma. Tra le curiosità normative, tra l'altro, c'è il fatto che dal 2003 l'Italia ha adottato alcune normative internazionali qrazie alle quale una parte della controversia, quella relativa alla Leofin, non si sarebbe mai aperta.