politica

Ddl giustizia, "dati sono certi"

Ministro Alfano replica ai magistrati

E' ancora guerra di cifre tra il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e i magistrati sugli effetti del processo breve. I dati forniti dal ministero della Giustizia, che indicano in "3,3 milioni i procedimenti penali pendenti, su cui il ddl avrà un impatto dell'1%", sono "numeri certi". "Le nostre cifre - spiega il Guardasigilli - sono tratte da rilevazioni trimestrali". l magistrati parlano, invece, di stime tra il 10% e il 40%.

Continua a distanza la polemica tra il Guardasigilli e l'Anm sul processo breve, i dati sui procedimenti che verrebbero meno se entrasse in vigore il ddl sulla Giustiza. La Giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati in un documento risponde al ministro e sostiene che le Procure italiane sono vuote. "A fronte della situazione creatasi negli uffici giudiziari piu' esposti - si legge nel documento - le proclamazioni dell'intento di abbreviare i tempi del processo e di rafforzare la lotta al crimine appaiono prive di ogni credibilita' ". 

L'Anm: "A rimetterci sarnno i cittadini onesti"
Si tratta, si fa notare dell'"ultimo allarme sull'ulteriore aggravamento della situazione in molte procure della Repubblica, alcune delle quali totalmente prive sia del capo dell'ufficio sia dei sostituti; e molte altre, con scoperture di organico anche del 60 per cento". L'Anm ricorda di aver a piu' riprese manifestato "fortissime preoccupazioni" per lo svuotamento degli organici delle Procure e che nei giorni scorsi numerosi procuratori hanno rilanciato l'allarme in una lettera inviata al Presidente della Repubblica.

"E' ormai evidente il rischio, anzi la certezza - afferma il sindacato delle toghe - di una vera e propria paralisi della giurisdizione, che si traduce nella abdicazione dello Stato al controllo del territorio, e alla tutela della sicurezza dei cittadini, in zone segnate dalla pesante presenza della criminalita' organizzata e mafiosa, e della delinquenza diffusa. Alcuni uffici giudiziari del Sud sono ormai completamente carenti di magistrati. In altri uffici, sia al Sud che al Nord, le scoperture di organico sono superiori al 60%. In un avamposto della lotta alla mafia come la Procura di Palermo mancano ben 16 pubblici ministeri".

A rimetterci per l'Anm, che rilancia le proposte gia' avanzate a Governo, Parlamento e Csm,"saranno, come sempre, i cittadini onesti. L'unica soluzione - si spiega - stabile ed efficace al problema e' la completa e organica revisione della distribuzione degli uffici sul territorio, secondo le indicazioni piu' volte fornite dall'Anm; nell'immediato l'unica soluzione ragionevole e' quella di una deroga temporanea e limitata al divieto di destinare i magistrati di prima nomina a funzioni requirenti e monocratiche penali".