spettacolo

"Io, innamorato di Ambra"

Yari Gugliucci è in "Ce n'è per tutti"

Di lui si è parlato per la scena del film "Ce n'è per tutti", in uscita in questi giorni nelle sale, nel quale "assiste" allo spogliarello di Ambra Angiolini. Yari Gugliucci, 35 anni, vanta un curriculum di tutto rispetto: ha lavorato all'estero per cinema, tv e teatro raccogliendo consensi. In Italia, però, ancora lo conoscono in pochi. Lui stesso ci racconta che Tornatore, la prima volta che hanno lavorato insieme, gli ha detto: “E tu da dove sei uscito fuori?”.

“La verità è che quando sei un gran lavoratore - afferma a Tgcom -, un attore che fa molte opere serie, meno popolari, nessuno ti conosce”. In effetti il nostro Yari è un gran lavoratore. Per chi non lo sapesse, infatti, è appena tornato da Los Angeles dal set di “Desperate Housewives”, dove prossimamente lo vedremo nei panni di Roberto, un cuoco italiano che si innamora della sua vicina di casa. Ma non solo Stati Uniti, anche Regno Unito: Yari ha recitato all’ Oliver Theatre di Londra in “The Tempest” con Kevin Klein e Michelle Pfeiffer. Adesso invece sta preparando un film con il regista David Emmer. Il film, scritto con l’amico Giulio Manfredonia, si girerà in New Mexico. Altro che fama: qui l'attore nostrano travalica realmente i confini nazionali portando alta la bandiera. Ma la nostra chiacchierata non può che partire dallo spogliarello in "Ce n'è per tutti"... 
 
Nel film il tuo personaggio è destinatario dello strip tease di Ambra, imbarazzi?
Paolo è un outsider, il classico grassone sfigato, cresciuto dalla madre prima, dalla ragazza poi. È un uomo che ha sempre vissuto di luce altrui ed è perdutamente innamorato di Ambra Angiolini che naturalmente non ricambia. Così gli capita spesso di sognarla, e nel film, appunto, sogna lo spogliarello. Per lui è oramai un’ossessione, quindi immagina senza poi quagliare niente. Mi chiedi se mi sono imbarazzato... Ti svelo il segreto: in realtà quando Ambra si spoglia io non ero lì davanti a lei.

Cosa ci puoi dire del film?
Il film è un vero e proprio “colosseo” di personaggi ma anche metafora sui giovani. Sul bisogno contingente di una nuova etica. La pellicola tocca il surreale, finalmente si dice che nella realtà i “normali”, o almeno quelli che possono apparire tali sono delle persone particolari. Film corale, di denuncia, un gesto di altruismo e il regista è veramente bravo.

Quant’è difficile indossare vesti di un personaggio lontano magari dal proprio Io?
Molte volte mi pongono questa domanda ma effettivamente si sbaglia inquadratura. In realtà il problema vero è come uscirne! Per esempio per indossare i panni di Paolo sono dovuto ingrassare di 14 kg. Per la cronaca ne ho persi solo due. E adesso mi ritrovo 12 kg in più e un taglio all’occhio.

In che senso?
Beh qui c’è del comico, si parla veramente di “live-movie”. Allora, stavamo girando la scena in cui un nostro amico si trova in ambulatorio, mentre lo si aspettava abbiamo iniziato a giocare a calcio, come da copione, finché una pietra mi è arrivata nell’occhio e mi stava accecando. Ho dovuto girare metà film di profilo destro. Quindi tra il taglio e i 12 kg posso dire che non è semplice uscire dalle trame caratteriali di un personaggio. Tra l’altro io non ho ancora visto la pellicola ma molti amici mi hanno chiesto "ma dove sei?". L’unico mio marchio di riconoscimento è la voce.

Cosa pensi del sistema cinematografico italiano?
Ogni attore subisce il contesto sociale in cui vive. Antonio Albanese una volta mi ha detto con la sua solita ironia “io se ci fai caso sono l’unico albanese che lavora in Italia”. Il paradosso è che la gente che lavora veramente è misconosciuta. All’estero per esempio se chiedi di un personaggio famoso italiano ti elencano Mastroianni, Loren ma nessuno ti dice Raul Bova o Maria Grazia Cucinotta, dobbiamo reinventarci, rendere il cinema italiano internazionale. Naturalmente io mi lamento spesso dell'Italia, ma quando vado all’estero faccio sempre l’ambasciatore del nostro Paese e ne parlo sempre bene. Viva l’Italia!

Persone e personaggi che ti sono rimasti nel cuore?
Giancarlo Siani è un personaggio di grande levatura morale. Grazie a questo ruolo poi ho conosciuto Roberto Saviano, a mio avviso un Siani moderno, spero solo che la sua sorte sia ben diversa dall’originale. Tra l’altro, è qui esprimo il mio disappunto, questo è uno di quei lungometraggi che in Italia vengono snobbati mentre all’estero sono valutati bene. Un attore che veramente mi ha sorpreso invece è stato Kevin Klein, la facilità con cui riesce a entrare nei panni dei suoi personaggi. Mentre Giancarlo Giannini mi ha insegnato tanto, Bud Spencer mi ha entusiasmato. Con lui, ho finito di girare poco tempo fa la serie tv  “I delitti del cuoco” che uscirà nel 2010. Per dire, spero non fraintendiate, mi sono emozionato più a stare vicino a lui che con Michelle Pfeiffer. E’ il mio mito. Una persona così poliedrica, ha vinto come campione di nuoto, ha guidato aerei e, a 80 anni, è un fringuello.

Hai mai avuto momenti di sconforto?
Sì, penso che sia fisiologico, a chi non capita di avere dei momenti di profondo abbattimento? Ma poi quando ti ferma la gente, senti il calore delle persone che ti vogliono bene, vieni ripagato di tutto.

Luisa Indelicato