Il governo di Kabul deve avere ben chiaro che l'impegno militare americano non sarà illimitato. E' l'avvertimento che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, lancia al presidente Hamid Karzai. L'indiscrezione esce dal vertice alla Casa Bianca convocato per decidere il cambio di strategia militare in Afghanistan. Sul tavolo i tempi e le cifre dell'aumento delle truppe da inviare sul campo.
Obama non ha ancora deciso se inviare altre truppe, ma riflette sulle forti riserve che arrivano da un uomo-chiave dell'amministrazione a Kabul: l'ambasciatore degli Stati Uniti ha scritto infatti alla Casa Bianca per esprimere la sua "profonda preoccupazione" all'eventuale invio di altri migliaia di soldati Usa nel tormentato Paese. Secondo la stampa Usa, Karl Eikenberry ha inviato alla Casa Bianca almeno due rapporti riservati, nei quali si esprime contro l'ipotesi di un rinforzo dele truppe fino a quando il presidente Hamid Karzai non dimostrerà di essere in grado di far fronte alla corruzione nel suo governo. Non solo: l'ambasciatore ha espresso forti riserve sul comportamento erratico di Karzai. Einkeberry è un personaggio nodale perche' si tratta di un generale andato in pensione nell'aprile del 2009, che e' stato anche comandante delle truppe in Afghanistan tra il 2006 e il 2006.
Al termine della riunione tra il presidente e il suo consiglio di Guerra, una fonte della Casa Bianca ha fatto sapere che Obama non ha ancora preso alcuna decisione in merito, ma ha aggiunto: "Il presidente ritiene che noi dobbiamo chiarire al governo afghano che il nostro impegno non è a tempo indeterminato".