Il Parlamento iraniano ammonisce le potenze del Consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania (il "5+1") a "non ripetere gli errori del passato" nell'incontro in programma a Ginevra sul programma nucleare di Teheran e chiede loro di "usare questa occasione storica per uscire dallo stallo attuale". Lo riferisce l'agenzia Fars, precisando che la dichiarazione è stata approvata da 239 deputati su un totale di 290.
"Se ripeterete gli errori del passato - si legge nel documento - il Parlamento adotterà nuove decisioni". Termine che è stato letto come un riferimento alla possibilità di ridurre la cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) per il controllo delle attività nucleari iraniane. Il monito è rivolto al gruppo 5+1 che comprende i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania.
Nello stesso documento i deputati affermano che il secondo sito per l'arricchimento dell'uranio, la cui esistenza è diventata di pubblico dominio venerdì, "ha scopi pacifici e rispetta le leggi internazionali e il Trattato di non proliferazione nucleare".
Intanto, mentre Teheran annuncia la buona riuscita di test di missili balistici, l'Occidente si prepara all'incontro del primo ottobre a Ginevra tra Iran e il gruppo 5+1. In quell'occasione l'Iran dovrà chiarire oltre ogni ragionevole dubbio se, sul tema del nucleare, ha scelto la via della collaborazione o quella dell'intransigenza.
Gli Usa vogliono isolare l'Iran
L'amministrazione di Obama sembra andare nella direzione del ricorso a nuove sanzioni economiche. Se gli iraniani dovessero decidere di non collaborare pienamente, l'obiettivo, secondo il Washington Post, sarebbe quello di isolare Teheran. L'opzione militare resta sullo sfondo, anche tra quelle in corso di valutazione alla Casa Bianca, ma al momento appare la meno credibile.
Frattini: "Con Obama"
Sebbene l'Italia non faccia parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso la posizione di Roma: "Condividiamo la scelta di Barack Obama di dare tempo al negoziato, ma pensiamo che esso debba avere un tempo molto definito e molto corto". "Credo che prima di Natale dovremo fare il punto ed essere chiari. Se l'Iran vuole prendere in giro la comunità internazionale, fare tattica, non possiamo consentirlo"; se Teheran dovesse invece decidere di collaborare, allora "dovrà essere trasparente", ha precisato il ministro.