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Scianna:"Io a Hollywood?Perché no!"

I progetti di Francesco a Tgcom

Sono sedici i provini che Francesco Scianna ha dovuto sostenere per il ruolo di Peppino in "Baarìa" di Tornatore. "Quando Giuseppe mi ha chiamato per dirmi che ero stato scelto giocavo a calcetto", ricorda l'attore che proviene dal teatro di Luca Ronconi. La folgorazione per il mestiere? "A 15 anni". Francesco si definisce a Tgcom come "un ragazzo complesso, non risolto" e intanto sogna Hollywood.

Margareth Madè era ad una sfilata di moda pronta per salire su una passerella, proviamo a contattare al cellulare di Francesco Scianna che prima è non raggiungibile poi richiama: "Scusami ma sono a mare vicino a Bagheria e non prende bene la linea, - spiega l'attore - sapessi che vista c'è qui davanti in questo momento". Insomma il meritato riposo dopo il red carpet di Venezia e del Toronto International Film Festival.

Qual è stato il momento più bello della lavorazione al film?
Proprio la preparazione quando io, Margareth e Giuseppe Tornatore siamo andati a vivere a Bagheria per una settimana tutti assieme. Ho visto Peppino il vaccaro che ha fatto nascere dei vitellini, curava la terra e aveva tante storie da raccontare. Ho rubato tutto da questo uomo che per vent'anni non ha fatto altro che questo mestiere, guardarlo negli occhi e carpire la sua umanità. Tutte cose che poi sono tornate utilissime per interpretare il mio Peppino.

Quando hai saputo che eri stato preso?
Stavo giocando a calcetto con alcuni amici a Roma. Ad un certo punto è squillato il cellulare e Giuseppe Tornatore mi comunicava che sarei stato io il protagonista principale. Al termine della chiamata, ho posato il telefonino e sono corso dai miei compagni. Abbiamo urlato e festeggiato per la gioia proprio sul campo (ride, ndr).

Perché hai deciso di fare l'attore?
Avevo quindici anni e mi sono svegliato di notte, ho acceso la televisione e c'erano dei bellissimi primi piani del film "Le ali della libertà" di  Frank Darabont (1994). In quel momento tutta la pulsione e l'amore verso il cinema che tenevo nascosti da qualche parte sono saltati fuori prepotentemente.

E arriva il debutto a Palermo nel 1997 a soli 17 anni allo Spasimo di Palermo...
Esattamente. Ricordo benissimo quel momento, una lotta interiore continua tra la passione febbrile per il palcoscenico e la paura per la 'prima volta'. Una volta rotto il ghiaccio ho preso confidenza con il pubblico e con il mestiere dell'attore.

Hai lavorato a teatro con Monica Guerritore per "La signora delle camelie". Cosa ti ha colpito di lei?
Una professionista incredibile! Coniuga la forza che sprigiona sulla scena con la sua dolcezza femminile. Mi ha dato un sacco di consigli utili. Praticamente tutti i giorni dal momento che facevo il coprotagonista, il suo compagnio sul palco.

In realtà la svolta della tua carriera teatrale avviene dopo l'incontro con Luca Ronconi...
Un vero maestro, ha una conoscenza teatrale sconvolgente ed è una persona bella, antica come ormai non ce ne sono più. Da lui ho imparato che la recitazione anche se sembra apparentemente un fatto tecnico ha una vitalità pazzesca. Ho lavorato con lui tantissimo per più di un anno e rimane per me una figura quasi paterna.

Poi sei andato a New York perché hai vinto la borsa di studio alla Lee Strasberg Theatre Institute.
Tre mesi in una città che all'inizio mi ha 'agghiacciato'. Ancora avevo dentro la mia sicilianità ed ero impreparato umanamente ad affrontare una nuova realtà come quella americana. Ma è stato importantissimo quel periodo per me perché mi sono interrogato molto su alcuni dubbi che avevo irrisolti. Poi ad aprile di quest'anno ci sono tornato e l'impatto è stato diverso e molto più positivo.

(Nella pagina seguente Francesco parla del suo futuro e di Hollywood)

Cosa ti piace di New York?
Hai la sensazione che tutto può succedere anche se non è sempre così. Insomma ti fanno credere che il tuo sogno tutto sommato si può realizzare ma al contempo c'è una competizione spietata proprio perché la posta in gioco è alta. Io la vedo come una giostra stimolante quella città.

Miri a Hollywood?
In qualche modo sto costruendo oggi qualcosa per poter poi tentare la 'carta americana'.

Dopo "Baarìa" dove ti vedremo?
Nel film per Rai Uno in 4 puntate "Le cose che restano" con Paola Cortellesi e Claudio Santamaria. Sarò un poliziotto in borghese che si occupa di prostituzione e casi di omicidi legati al traffico di droga. Una esperienza molto interessante perché non avevo mai interpretato un personaggio così.

Chiudiamo con Margareth Madé che ha detto di te che sei "generoso ma eccessivamente riservato". Cosa rispondi?
(Ci pensa su qualche secondo, come fosse rimasto spiazzato, ndr) Mi colpisce talvolta la percezione che gli altri possono avere di me. In fondo sono una persona complessa, non risolta. Ammetto che posso fare delle cose scoordinate o non chiare. In generale comunque mi piace dare moltissimo ma allo stesso tempo sono una persona chiusa, come i veri siciliani.

Alla prima di "Bastardi Senza Gloria" a Roma sei stato fotografato con l'attrice Virginie Marsan, in molti hanno detto che siete fidanzati. E' vero?
Ma no! Siamo solo amici, abbiamo ricevuto l'invito e siamo andati assieme tutto qui. Ho avuto degli innamoramenti in passato ma adesso sono single. E' difficile soffermarsi su un rapporto quando sei in giro per promozione o per lavoro.

Andrea Conti