Il rappresentante per la libertà di stampa dell'Osce (l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha chiesto al premier, Silvio Berlusconi, di ritirare le querele contro la Repubblica e l'Unità. Miklos Haraszti si è detto preoccupato per i tre milioni di euro chiesti dal premier. E e a proposito delle "dieci domande" di Repubblica spiega: "Fare continuamente domande, anche se di parte, è uno strumento della funzione dei media".
Dunque, secondo Haraszti, i dirigenti politici devono accettare un livello di critica più elevato rispetto al cittadino ordinario per via delle funzioni che svolge, secondo i principi giuridici su cui si basa la Corte europea per i diritti dell'Uomo.
Per questo, ribadisce il suo pensiero: ''Porre continuamente domande, anche se di parte - insiste l'esponente del'Osce - è uno strumento della funzione correttiva dei media. Il diritto a sapere del pubblico include inevitabilmente il diritto dei media a porre domande''.
Pronta la replica di Ghedini: "La libertà di stampa - sbotta il deputato del Pdl nonché avvocato di Berlusconi - è un valore, altra cosa è la libertà di insultare, di diffamare, di mistificare. In questo caso - conclude - ogni cittadino deve potersi difendere con i mezzi democratici a sua disposizione chiedendo ad un giudice civile di valutare l'offensività di alcuni scritti".