I carabinieri hanno recuperato una parte dei gioielli rubati nella notte tra il 6 e il 7 agosto a una principessa saudita nell'Hotel Colonna, a Porto Cervo, in Costa Smeralda. Si trovavano all'interno di un'intercapedine di una nave, a Porto Torres. Il traghetto proveniva da Barcellona ed era diretto a Civitavecchia. Due settimane fa gli agenti avevano già recuperato la cassaforte portata via dall'albergo teatro del clamoroso furto.
I gioielli, rintracciati dai carabinieri di Olbia, appartenevano alla principessa Bhania, figlia del vice re saudita di Ryad, ed erano stati trafugati da una banda di ladri dalla suite del Colonna Pevero. Le descrizioni di alcuni preziosi fornite dalla vittima del furto, infatti, combaciano. Durante la conferenza stampa per illustrare l'operazione realizzata dalla compagnia di Olbia, il procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Mario D'Onofrio, il comandante provinciale dei carabinieri, Paolo Carra, e quello della compagnia di Olbia, Giovanni Spirito, hanno evitato di fornire i dettagli del ritrovamento, avvenuto qualche giorno fa, dal momento che l'inchiesta è in pieno svolgimento.
"L'indagine - hanno spiegato - è partita praticamente da zero dal momento che nessuna delle tre telecamere di sicurezza installate nell'albergo smeraldino a tutela della cassaforte ha fornito elementi utili. La prima era spenta, la seconda puntata altrove e la terza aveva fornito immagini illeggibili, ha affermato il colonnello Carra. Perciò le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sul mondo dei ricettatori, nel tentativo di rendere difficoltoso il compito alla banda costituita, secondo il procuratore D'Onofrio, "non solo da italiani" e con "ramificazioni internazionali". Per il resto, no comment, anche sul luogo del ritrovamento.
I carabinieri sostengono di aver recuperato circa tre quarti della refurtiva il cui valore complessivo, secondo le stime della vittima, ammonta a circa 11 milioni di euro. La notizia è stata comunicata alle ambasciate di Italia e Arabia Saudita e, nei prossimi giorni, avverrà il riconoscimento formale della refurtiva. Intanto la cassaforte, ritrovata due settimane fa a San Pantaleo, adesso si trova a Cagliari, sigillata, in attesa di essere esaminata dagli specialisti del Ris.