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"Impossibile recuperarlo", resterà in Patagonia il corpo dell'alpinista Korra

Per i soccorritori non ci sono le condizioni per continuare a cercare i resti dello scalatore italiano morto durante la spedizione sul Cerro Torre, nelle Ande argentine. La sorella: "E' uno strazio"

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Corrado Pesce, l'alpinista italiano morto nelle Ande argentine, non tornerà in Italia. Recuperare il corpo di "Korra", come era conosciuto da tutti, è diventato impossibile. Il commento della sorella Lidia: "è uno strazio".

Un tentativo realizzato da una squadra internazionale di alpinisti e guide di montagna per recuperare sul versante orientale del Cerro Torres il corpo di Corrado Pesce, travolto da una valanga a fine gennaio insieme a un compagno argentino sopravvissuto, è fallito. La Commissione di soccorso di El Chaltén, responsabile dell'operazione ritiene che "sarà impossibile recuperare i resti dell'alpinista italiano nelle prossime settimane".

I familiari dell’alpinista, non appena avvisati della sua presunta morte dalle autorità argentine, speravano almeno che fosse recuperata la salma del loro caro. Ma venerdì scorso una squadra, realizzando nove voli con droni, ha setacciato tutta la parte inferiore della parete est del Cerro Torre ed ha identificato il luogo dell'incidente, dove erano rimaste le attrezzature senza trovare "nessun segno dei resti di Corrado".

Le autorità andine hanno reso noto che "a causa dei notevoli rischi per la sicurezza che persistono e a causa delle continue frane, gli sforzi di recupero sono considerati non fattibili, poiché rappresentano un rischio eccessivo per i soccorritori". 

"È troppo pericoloso - conferma la sorella Lidia al quotidiano La Repubblica - Korra non tornerà a casa. È uno strazio".

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