televisione

Fiction Mediaset per Bud Spencer

In tv con "I delitti del cuoco"

"Questa volta non sono né Nero Wolfe né Piedone", ha detto Bud Spencer, ospite di Ischia Global Fest, parlando della fiction I delitti del cuoco. 12 puntate in 6 serate per Canale 5 che Carlo Pedersoli, sta girando tra Ischia e Roma. Punta l'indice contro i critici e chi non ha mai premiato né lui né Terence Hill. L'attore, 80 anni il 31 ottobre, parla di questo progetto e di sperare in una riunione con Terence Hill, con cui ha girato 16 film.

"Nei Delitti del cuoco sono un ex commissario che ha aperto un ristorante ad Ischia, proprio di fronte la torre di Michelangelo e che vorrebbe godersi lì la vecchiaia. Con lui, ad aiutarlo in sala, ci sono 3 ex galeotti che vorrebbe redimere: Monica Scattini, che interpreta una chimica che aveva avvelenato il marito, Giovanni Esposito, nel ruolo di un abile scassinatore e Monica Dugo, falsaria. Il vero commissario dell'isola, interpretato da Enrico Silvestrin, finisce per risolvere i casi proprio al ristorante, che diventa una dependance del commissariato.

"E' un poliziesco - osserva Spencer - sempre al limite del comico ed è questa la novità". Ma l'ex commissario darà anche cazzotti? "Nel limiti della decenza di un ottantenne, qualche schiaffone vola. Il fatto è che per il pubblico, e anche per il direttore Fiction-Mediaset, Giancarlo Scheri, che è entusiasta del progetto, io non sono mai invecchiato e dovrei dare pugni come ai vecchi tempi. Nell'immaginario io e Terence Hill siamo icone senza età".

Spencer fa ironia sui suoi prossimi 80 anni, dichiara un certo appesantimento nei movimenti, "ma il cervello è quello di un trentenne", dice l'attore ex olimpionico e campione italiano di nuoto, mentre la moglie accanto a lui, aggiunge che "il cervello di mio marito non arriva alla maggiore età".

La passione per i motori c'è sempre e anche la curiosità di fare l'impossibile. Con I delitti del cuoco, un progetto curato produttivamente dal figlio Giuseppe Pedersoli della Smile, Spencer è tornato sul set. "Io in realtà non sono mai uscito. Ho fatto recentemente film in Spagna, Messico ed Australia e tra qualche giorno esce un film in Germania, Uccidere è il mio mestiere. Il problema è in Italia, nei confronti miei e di Terence, nonostante la grande e bellissima popolarità che abbiamo anche tra i bambini, non esistiamo, non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival. Eppure ormai siamo alla quarta generazione di spettatori".

Cosa manca alla sua carriera? "Sono 41 anni che piaccio così, non ho velleità di cambiamenti, se penso che a Berlino hanno venduto 35 mila magliette con la mia faccia al posto di Che Guevara, non posso sperare di meglio".

Con Terence Hill, prima o poi, tornerà sul set: "L'intenzione c'è di entrambi, ma siamo realistici, abbiamo fatto un'epoca e quella cosa lì non si può più ripetere. Si sfiora il ridicolo vedere un uomo di 80 anni e uno di 10 più giovane a tirare pugni come i ragazzini. Meglio lasciare un bel ricordo, però mai dire mai. Ci sono tante idee in ballo per la reunion al cinema ed anche in tv con Mediaset. Con Terence siamo una coppia senza litigi fuori e dentro il set, Terence è un uomo semplice e per bene, è stata una fortuna incontrarlo".