Le indagini sul delitto del piccolo Samuele Lorenzi si complicano. L'arma che l'assassino ha usato per uccidere il bimbo quella maledetta mattina del 30 gennaio non è ancora stata trovata, tanto che ora si fa strada perfino l'ipotesi che il killer di Samuele sia stato aiutato da un complice. Qualcuno che potrebbe aver portato via l'arma. E lunedì periti, magistrati e carabinieri del Ris si incontreranno per un nuovo vertice a Torino.
Sparita l'arma del delitto
Niente prove, niente certezze. Ma gli inquirenti non tralasciano nessuna soluzione. Neppure quella che qualcuno possa aver aiutato l'assassino del bambino a far sparire le prove. Sarà stato il killer o un complice a ripulire dalle macchie il pezzo di quarzo che è stato esaminato dai carabinieri dei Ris? Fino a poche ore fa si pensava fosse l'arma del delitto. Ma i nuovi rilievi sembrano escluderlo. Potrebbe essere stato un oggetto con un manico a colpire Samuele alla testa. Ma dove è finito? Un mestolo, una roncola, un attizzatoio per caminetto, un piatto... i carabinieri del reparto investigativo scientifico hanno prelevato tutti gli oggetti possibili in quella villetta di Montroz. Ma non hanno trovato nulla. Il giardino della casa dei Lorenzi è stato passato al setaccio nei giorni immediatamente successivi il delitto. La discarica di Cogne è stata controllata accuratamente. Eppure di quella maledetta arma non c'è traccia.
Chi ha ripiegato il pigiama sporco di sangue?
C'è poi il mistero del pigiama insanguinato. Quello della mamma Anna Maria Franzoni. E' stato trovato lontano dalla scena del delitto, ripiegato. Al suo interno c'erano macchie di sangue. L'assassino potrebbe averlo ripiegato e spostato. Ma perché? Saranno forse i rilievi dei Ris a chiarire anche questo oscuro punto della vicenda.
Solo otto minuti per il killer Saranno forse i tabulati telefonici che gli inquirenti esamineranno a chiarire l'orario dell'omicidio. Anna Maria Franzoni potrebbe aver confuso qualche orario. Così si spiegherebbe anche come mai il marito Stefano Lorenzi sia arrivato a casa solo dopo venti minuti dalla telefonate di allarme della moglie, quando invece per fare il tragitto casa-lavoro ci sarebbe voluto più tempo.
E che dire dell'ora del delitto? Seconda la ricostruzione fatta stando al racconto di Anna Maria Franzoni, Samuele sarebbe stato ucciso tra le 8.16 e le 8.24. In soli otto minuti un estraneo si sarebbe potuto introdurre in casa dei Lorenzi, afferrare un oggetto e massacrare il bambino di tre anni con una serie di colpi in testa, ripiegare il pigiama insanguinato, coprire Samuele con un piumone e fuggire con l'arma del delitto? E senza farsi notare dai vicini e dalla mamma Anna Maria?
Nuovo vertice
Per fare il punto sulle indagini, lunedì i magistrati di Aosta, i carabinieri del Ris di Parma e i periti che stanno cercando di far luce sul giallo si incontreranno nuovamente a Torino. In seuito, il Ris dovrebbe compiere un nuovo sopralluogo nella villetta, per nuove verificare sulla possibile arma del delitto. E poi, mercoledì o giovedì i militari della scientifica dovrebbero consegnare alla Procura di Aosta gli esiti degli esami di laboratorio. Forse, per allora si avrà finalmente qualche risposta.