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L’economia circolare e sostenibile della start up VAIA

I cubi di legno che amplificano il messaggio sul tema ambientale

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È solo quando i cambiamenti climatici investono casa nostra che la gravità del problema ci porta a riflettere veramente. Uno degli eventi meteorologici estremi che più ha piegato il nostro paese nell’ultimo periodo è stata la tempesta Vaia che nel 2018 ha sconvolto l’area delle Dolomiti e delle Prealpi Venete. Pioggia incessante, raffiche di vento fino a 200 chilometri all’ora e oltre 40 mila ettari di boschi distrutti con ben 42 milioni di alberi abbattuti in una sola notte e danni per 3 miliardi di euro. Un bilancio drammatico e un equilibrio ambientale definitivamente compromesso e ora anche a forte rischio idrogeologico. Da quell’inferno tra la notte del 28 e del 29 ottobre 2018, il Nord Est si è rialzato con enormi difficoltà e interventi altrettanto ingenti.

Due terzi del legname distrutto è stato recuperato e venduto. Non mancano le storie di tenacia e creatività, come quella che riguarda i tre giovani fondatori della startup VAIA, basata in Trentino. Federico Stefani, Giuseppe Addamo e Paolo Milan sono gli ideatori di questo progetto virtuoso: speaker per telefoni che amplificano naturalmente il suono grazie alle proprietà acustiche del legno, quel legno andato distrutto dalla tempesta. Un esempio virtuoso di economia circolare: grazie all’opera delle segherie e degli artigiani locali il rifiuto viene trasformato in una risorsa sostenibile e soprattutto unica.

Non esiste infatti un cubo uguale all’altro perché ogni colpo d’ascia dato dall’artigiano incide un taglio che segue le venature del legno rievocando così la ferita della foresta. Ma non solo: per ogni speaker che viene venduto un nuovo albero viene piantumato nel territorio per dare una nuova vita a boschi e foreste, mentre parte dei ricavi è destinata a promuovere iniziative legate all’ambiente nel Triveneto: un concetto di sostenibilità ambientale e sociale.

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