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Milano, gomma... da Museo

Tante curiosità al “Leonardo da Vinci”

La gomma oltre al chewing-gum: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano "Leonardo da Vinci" apre tante informazioni e curiosità  sulla gomma, per ricordare che questo materiale non è solo... da masticare, ma ha una storia ed un ruolo importante nella nostra società. Gli Aztechi e gli Inca, infatti, usavano la gomma naturale già da secoli quando Cristoforo Colombo scoprì l'America, mentre noi Europei abbiamo cominciato conoscerla e ad usarla solo dalla metà del 1700.

Tra le tappe più importanti nella storia di questo materiale ci sono l'invenzione della vulcanizzazione nel 1839, la realizzazione di gomme sintetiche intorno al 1930 e la sintesi di elastomeri termoplastici trent'anni dopo. Il Myseo milanese dedica alla gomma una nuova area interattiva allestita all'interno del Dipartimento Materiali, Sezione Materiali Polimerici, aperta in partnership con Assocomaplast, l'Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma, con il contributo di Regione Lombardia e Camera di Commercio di Milano.

La maggior parte della gomma prodotta oggi viene utilizzata per fare pneumatici per le auto, ma il resto si nasconde, insostituibile, nel settore dei trasporti, dei macchinari in genere, dell'edilizia, della farmaceutica, dei generi alimentari, del tessile, della carta, dell'elettrotecnica e dell'elettronica, delle scarpe e degli adesivi. "Dedicare un'area monografica alla gomma significa, innanzitutto, spiega il museo 'Leonardo da Vinci', riconoscere l'importanza di questo materiale che, per definizione, si nasconde all'interno di moltissimi dei nostri oggetti e in quasi tutte le nostre macchine, e senza il quale macchine e oggetti non funzionerebbero affatto".

Tra le tematiche sviluppate nella nuova area museale c’è “La culla della gomma”, i cui vengono analizzati il ciclo di produzione che, dalla raccolta di lattice, permette di arrivare alla gomma naturale, e il lavoro del chimico che, dai monomeri, arriva ai polimeri sintetici. Quindi si passa a “La fabbrica dei prodotti”, con i metodi più utilizzati per lavorare la gomma e trasformarla in oggetti, come calandratura, estrusione e stampaggio. Ma la gomma, ricorda il museo milanese, "viene lavorata anche per spalmatura e per immersione". Una video-istallazione sulla lavorazione della gomma, spiega come nasce, in seguito alla fase di mescolazione, uno pneumatico (calandratura), un tubo (estrusione) e una suola di scarpa (stampaggio).

Un'altra tematica dell'area è intitolata “Un mondo di gomma” e mostra la varietà e la quantità di oggetti e strumenti che è possibile realizzare con questo materiale. Tra le proposte più curiose c’è una video-installazione dedicata alla gomma da masticare e allo pneumatico, riprendendo la celebre canzoncina infantile “la macchina del capo ha un buco nella gomma”, llustrata con un filmato di animazione e trasformata in una sorta di videoclip-karaoke che ripercorre attraverso diverse tappe storiche, la singolare origine della gomma da masticare". La canzone è paradossale solo in apparenza, perché contiene un fondamento scientifico: fino al 1960 infatti la gomma da masticare si faceva con gomme naturali, mentre da quel momento in poi si è iniziato a fabbricarla con gomma sintetica, la stessa che si usa oggi per realizzare gli pneumatici