cronaca

Udine, donna uccisa in una villa

Procuratore: "Colpita da 5 proiettili"

E' giallo a Manzano, in provincia di Udine, sull'omicidio di Tatiana Tulissi, la 37enne convivente di Paolo Calligaris, nipote del noto imprenditore della sedia Alessandro Calligaris. La donna, secondo il procuratore capo di Udine, è stata colpita da 5 colpi di pistola alle spalle, di cui uno mortale. Per il momento non ci sono persone fermate. L'ipotesi più probabile è quella di un'aggressione per vecchi rancori o conflitti irrisolti.

A confermare che quella delle relazioni pregresse fra la vittima e le persone che, in qualche modo, ne hanno determinato la morte è la pista seguita dagli investigatori, è il lungo interrogatorio al quale sono stati sottoposti il convivente della Tulissi, l'imprenditore Paolo Calligaris, e l'attuale compagno della moglie di quest'ultimo, entrambi portati in una caserma dei Carabinieri per essere ascoltati quali persone informate sui fatti.

Le stesse modalità dell'omicidio fanno ritenere l'ipotesi dell'aggressione finita in tragedia fra le più probabili. La Tulissi è stata uccisa con tre colpi di pistola sparati tutti alle spalle sull'uscio di casa, una grande villa circondata da un parco alberato sulle colline di Manzano. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, che al momento ritengono poco probabile l'ipotesi di una rapina in villa, la donna è uscita di casa per andare nella legnaia e, dopo aver visto o incontrato l'assassino, ha tentato di fuggire o di rientrare in casa. Sulla porta, trovata dai Carabinieri ancora aperta, è stata uccisa.

In un primo momento si era diffusa la notizia che i carabinieri avessero sottoposto a fermo due persone; in realtà i carabinieri hanno ascoltato alcuni testimoni e altre persone per raccogliere elementi per ricostruire quanto accaduto.

Secondo gli elementi raccolti finora dai carabinieri, la donna era rientrata dal lavoro regolarmente intorno alle 17.45. Il cadavere, in una pozza di sangue, è stato scoperto dallo stesso convivente della donna, che ha poi allertato il 118. I carabinieri e la polizia di Udine sono stati chiamati sul posto, assieme alla scientifica e al magistrato di turno. 
  
Tatiana Tulissi, che è originaria di Villanova dello Judrio, frazione di San Giovanni al Natisone (Udine), e Paolo Calligaris, entrambi reduci da precedenti esperienze matrimoniali, vivevano insieme da circa due anni e - secondo le testimonianze raccolte a Manzano, paese di poco più di seimila abitanti, "capitale" del triangolo della sedia, erano in procinto di sposarsi.

Gli inquirenti: "Chi sa, parli"
"Se c'è qualcuno che sa qualcosa, si faccia avanti e parli, anche anonimamente": l'appello è stato lanciato dal procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi. "Al momento - ha proseguito il procuratore - le indagini sono a tutto campo, nessuna pista viene trascurata, neppure quella della rapina perché, benchè dalla villa non manchi nulla, i malviventi potrebbero essersi spaventati per qualcosa, abbandonando il posto in fretta". Biancardi ha riferito che gli investigatori stanno sentendo "tutte le persone che in qualche modo possono aiutarci a chiarire: amici, parenti, conoscenti della vittima. Stiamo cercando il movente - ha aggiunto - dell'omicidio di una persona apparentemente tranquilla, che non aveva particolari problemi".

La dinamica dell'agguato
Sono stati cinque i colpi di arma da fuoco, esplosi da un revolver, che hanno colpito alla schiena Tatiana Tulissi. "Due colpi l'hanno colpita di striscio alle spalle - ha spiegato il procuratore - e gli altri tre hanno centrato la sagoma, di cui uno alla schiena è stato probabilmente quello mortale, che ha trapassato il corpo".

Per il magistrato la donna, che aveva frequentato anche corsi di autodifesa, "ha cercato di difendersi, ma contro colpi di pistola non si può fare nulla". Biancardi ha confermato che l'arma, non ancora trovata, "era quasi sicuramente un revolver a tamburo, perché - ha spiegato - sono state trovate le ogive". L'autopsia sul corpo della vittima sarà eseguita giovedì mattina dal medico legale. Biancardi ha dichiarato che al momento le indagini, coordinate dal sostituto Lorenzo del Giudice, ''non trascurano alcuna pista'' e che per ora ''non vi e' alcun sospettato''.