Hanno lasciato Cogne per una destinazione sconosciuta della Valle d'Aosta, i genitori del piccolo Samuele. Dopo aver passato gli ultimi 14 giorni nel residence di Lillaz, Stefano Lorenzi e Anna Maria Franzoni, d'accordo con la Procura, si sono dunque allontanati dal luogo dell'omicidio per sfuggire ai giornalisti. Intanto, riflettori puntati sulla dottoressa di famiglia, l'amica Ada Satragni, che potrebbe essere la chiave per risolvere il giallo.
Particolare attenzione su Ada Satragni
La dottoressa Satragni è il medico della famiglia, vicina di casa, tra le prime persone a vedere il bimbo dopo il delitto. All'inizio si è ostinata a scambiare per un aneurisma i violenti segni dell'aggressione a Samuele. Entrata nella camera da letto imbrattata di sangue dove giaceva Samuele, la dottoressa Satragni ha preso in braccio il piccolo, ha lavato le ferite, lo ha portato avanti e indietro in attesa dell'elicottero del 118. Agli inquirenti ha dichiarato: "Ho pensato che a Samuele fosse scoppiata la testa". E' stata interrogata 4 volte.
Stefano Lorenzi: "Sappiamo chi è l'assassino"
Il cerchio si stringe attorno al killer del piccolo Samuele. "Un'idea su chi possa essere stato noi ce l'abbiamo". Dice così Stefano Lorenzi, il papà del piccolo Samuele, sentito dal pm Stefania Cugge. Nelle ultime ore è stata passata al setaccio la casa dei vicini dei Lorenzi, i coniugi Carlo Guichardaz e Daniela Ferrod, a 30 metri dalla villa dove è stato ucciso Samuele. L'assassino si potrebbe essere nascosto nel garage dopo il delitto.
La madre alla vicina: "Aiuto, Samuele sta male"
Il pm, intanto, continua a sentire i vicini di casa: Daniela Ferrod avrebbe riferito "dettagli interessanti". Anna Maria Franzoni, secondo il racconto della donna, scoperto il delitto del figlio, sarebbe uscita di casa correndo e gridando: "Aiuto, chiama Ada che Samuele sta male". Nello stesso momento arrivava la dottoressa Satragni, chiamata telefonicamente in precedenza dalla madre di Samuele.
Interrogati come persone informate dei fatti anche Marco Savin, il suocero della psichiatra Ada Satragni, la prima a intervenire per soccorrere il bimbo, e il padre di Samuele.
Si confrontano le testimonianze
Le indagini sull'omicidio del bimbo di tre anni massacrato nel lettone di mamma e papà con 17 colpi in testa insomma ripartono dagli interrogatori. Domenica quello dei genitori e del vicino di casa Vito Perret, che era entrato nella stanza matrimoniale dei Lorenzi insieme ai soccorritori e per primo aveva raccontato ai cronisti delle macchie di sangue sparse per la camera. Lunedì altre due ore di interrogatorio per un'altra vicina di casa, la cui abitazione si affaccia proprio sulla strada di accesso alla proprietà dei Lorenzi.
La donna ha raccontato quello che ha visto quella mattina ed ha ribadito al pm di non aver notato estranei avvicinarsi alla villetta. Il pubblico ministero di Aosta, Stefania Cugge, ha voluto sapere dalla donna se aveva sentito grida e se il fratellino di Samuele, Davide, di 7 anni, aveva atteso all'esterno della casa prima di essere accompagnato alla fermata dell'autobus scolastico, come aveva dichiarato la madre Anna Maria Franzoni.
L'identikit dell'assassino
Lo psichiatra Massimo Picozzi, incaricato di fare l'identikit psicologico del killer di Samuele, è ritornato ad ispezionare la casa e in particolare la camera del delitto. Il superesperto ha visionato anche i filmati del funerale del bimbo. L'assassino potrebbe essere stato al funerale.