Patrizio Bosti, reggente del clan camorrista Ricciardi-Contini è stato arrestato a Girona, in Spagna, dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli in collaborazione con la Guardia Civil spagnola. Bosti era inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi ed era ricercato dal 2005 per associazione mafiosa e omicidio. Bosti aveva inoltre stretti legami di parentela con i reggenti di altri clan come i Mallardo e i Lo Russo.
Patrizio Bosti, detto "o' patrizio" èstato, negli anni '80 e '90, un personaggio di spicco della criminalità organizzata soprattutto dei quartieri napoletani Arenaccia e Poggioreale nella parte orientale della città. Il boss era latitante dal 2003 e doveva scontare una pena di 23 anni per un duplice omicidio commesso nel 1984. Dopo l'arresto, circa un anno fa, del capo del clan Contini, Edoardo Contini, Bosti era diventato di fatto il reggente.
Con quello di Bosti sono tre gli arresti "importanti" fatti dai carabinieri negli ultimi giorni: giovedì erano finiti nella rete investigativa Paolo Nirta e Giuseppe Colucci. Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli, definisce l'arresto di Patrizio Bosti "importantissimo" perché con questa "brillante operazione condotta dai carabinieri in collaborazione con la polizia spagnola l'Alleanza di Secondigliano è stata decapitata". L'Alleanza di Secondigliano, temibile sodalizio operante a Napoli, con l'arresto di Bosti vede ora, infatti, in carcere, tutti i suoi capi: Edoardo Contini, Vicenzo Licciardi, Francesco Mallardo e Patrizio Bosti, l'ultimo reggente che era rimasto latitante. Sul fatto se a questo punto l'Alleanza possa essere considerata definitivamente sconfitta, Roberti non si sbilancia, ma, spiega: "E' un grande passo in avanti".