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Giornalista molestata in tv, il conduttore Giorgio Micheletti: "Non volevo che si spaventasse"

"Mi sono preoccupato della sua integrità" commenta il giornalista a "Pomeriggio Cinque"

Mentre la polizia ha individuato il tifoso ora indagato con l'accusa di violenza sessuale per aver palpeggiato in diretta tv la giornalista Greta Beccaglia nel post partita tra Empoli e Fiorentina, "Pomeriggio Cinque" torna sulla vicenda con il conduttore Giorgio Micheletti, anche lui al centro delle polemiche per non aver preso le difese della giovane inviata, condannando il gesto.

"Se Greta avesse reagito, nessuno l'avrebbe fermata. Io credo invece che la sua reazione sia stata ancora più educativa e importante nei confronti dell'individuo che l'ha molestata - esordisce il giornalista di Toscana Tv, visibilmente dispiaciuto per non aver immediatamente preso le distanze dal gesto - Per quanto riguarda la mia frase, è accaduto tutto in 120 secondi e chi fa dirette sa i processi mentali che deve avere un conduttore per proteggere e preservare chi è fuori. Io ho cercato di mettere in campo 45 anni di esperienza per difenderla, far sì che non si facesse prendere dalla paura e che arrivasse in fondo al suo terzo appuntamento lavorativo. Ho cercato di farle del bene, non volevo certo mancare di rispetto a qualcuno".

E prosegue: "A posteriori tutti possono trovare soluzioni migliori, il difficile è prendere la strada giusta durante la diretta. Io non ho mai messo al primo posto la trasmissione, ma mi sono solo preoccupato dell'interesse e dell'integrità di Greta. L'ho fatto con un'uscita che può essere infelice, ma volevo che restasse tranquilla e che non subisse altre conseguenze".

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