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Mediolanum, Doris:"Ora mio figlio"

Dal 30 luglio Massimo Doris nuovo a.d.

Di generazione in generazione, quasi fosse una tradizione di famiglia. Un po' come accadeva anni fa, quando i mestieri tramandavano di padre in figlio. E' quanto succede in Mediolanum, la banca fondata 26 anni fa da Ennio Doris e che a giorni arruolerà tra i top manager il figlio del presidente, Massimo Doris. A 68 anni lo storico fondatore muove così il primo passo importante verso la successione accogliendo il figlio quarantenne ai piani più alti del quartier generale di Palazzo Meucci, a Milano 3.

In una intervista rilasciata a "La Stampa" Ennio Doris ha dichiarato che non intende andare in pensione, né farsi da parte, ma che dalla fine di luglio si farà dare una mano da suo figlio. Il 30 luglio si riunirà il Consiglio di Amministrazione e in quella occasione Massimo Doris verrà nominato amministratore delegato e direttore generale di Banca Mediolanum.

"A Massimo ho fatto fare una lunga gavetta", ha dichiarato il presidente. "Quando era ancora all'Università andava in giro a vendere polizze per Mediolanum. Poi ha lavorato a Londra per tre diverse banche d'affari. Poi è rientrato in Mediolanum, dove ha seguito tutti i settori: la struttura commerciale, il marketing, il controllo di gestione, fino ad affiancare il direttore generale, Edoardo Lombardo". "Infine è andato in Spagna a guidare Fibanc ed ora è rientrato a Milano, pronto per cominciare".

Ennio Doris ha poi parlato della grave crisi finanziaria in corso, affermando che sarà ricordata sui libri di testo come quella del '29. Ma ha aggiunto che è anche il momento per fare buoni affari. "Chi ha quattrini da investire può farlo acquistando azioni buone a prezzi stracciati", ha detto. Il presidente consiglia fondi azionari che investono a livello globale. A suo avviso è il miglior modo per diversificare. E alla domanda: ma lei cosa compra? Ha risposto: "Azioni Mediolanum, è la mia società, credo molto nelle potenzialità di questo gruppo. E ho superato il 40%".

Con riferimento all'investimento del 3,38% in Mediobanca ha detto: "E' di lunga durata e ha prodotto buoni frutti". Declina poi i commenti sul dibattito in corso sul rinnovo della governance di Piazzetta Cuccia e si dichiara "non preoccupato" della potenziale concorrenza di CheBanca.

Doris si dice "felice di essere azionista, seppure indiretto, di una società, Generali, che non riserva brutte sorprese" e a favore della difesa dell'italianità di Alitalia, pur affiancandola con una grande compagnia europea.

Infine, l'apprezzamento all'alleato di sempre, Silvio Berlusconi, che ha "un'intelligenza non comune" e il cui prossimo passo sarà "accelerare sul federalismo".