Il 26enne Paolo Giordano con "La solitudine dei numeri primi" ha vinto il Premio Strega 2008 ottenendo 163 voti, contro i 118 del secondo classificato, Ermanno Rea con "Napoli Ferrovia". Emozionato e accompagnato da tanti applausi e incitamenti dei suoi amici e della casa editrice, lo scrittore, salito sul palco ha sottolineato: "Sono contento di aver vinto io ma soprattutto che abbia vinto un giovane come me".
Dopo Flaiano alla prima edizione dello Strega nel 1947, Raffaele La Capria nel '61, che vinse per un voto è la terza volta che il Premio va ad un'opera prima, non contando Alessandro Barbero nel '96, quando in gara fu deciso di mettere solo giovani.
Gli altri tre finalisti si sono classificati con molto distacco: al terzo posto Cristina Comencini con "L'illusione del bene" e 43 voti; al quarto Diego De Silva con "Non avevo capito niente" e 22 voti; quinta ed ultima Lidia Ravera con "Le seduzioni dell'inverno" e 20 voti. Il seggio, presieduto da Niccolò Ammaniti vincitore della scorsa edizione, ha anche registrato un'unica scheda bianca.
Giordano, nato a Torino nel 1982, è laureato in fisica teorica ed ha una borsa di dottorato all'università della sua città. Questo romanzo, storia dolorosa di due giovani segnati dalla vita, è già stato un grande successo, con quasi 200mila copie vendute e pare piaccia agli adulti come ai ragazzi.
"C'è stato - ha spiegato Giordano - uno sforzo estremo da parte di tutti. Vorrei ringraziare l'editor Antonio Franchini che ha creduto in me". Poco prima Sergio Zavoli aveva rivelato una curiosità, e cioè che proprio Franchini ha scelto il titolo del romanzo, 'La solitudine dei numeri primi', "molto efficace".
Giordano ha anche rivelato di aver "usato la matematica come bacino metaforico" ed ha detto che ''la vita mi è già un po' cambiata con questo premio, ma non abbandonerò l'università"'. Rivolgendosi poi a Rea ha sottolineato: "non ha bisogno di auguri" e di Napoli, a cui è dedicato il romanzo dello scrittore arrivato al secondo posto, ha detto: "Ci sono stato solo due volte di striscio. Conosco solo l'immagine di Napoli e penso che le due cose non combacino".
Durante la serata, resa lunga e noiosa dalle attese e soste per rispettare i tempi televisivi, molti hanno rimpianto Anna Maria Rimoaldi, scomparsa nell'agosto 2007, poco dopo la scorsa edizione del Premio, che gestiva certamente ma cercando di bilanciare in modo equanime i rapporti tra case editrici e il loro alternarsi nei diversi anni. Quest'anno, ha detto qualcuno, senza più regole, si è instaurata la legge della giungla e ha vinto il più forte, che aveva già vinto nel 2007, sovvertendo i pronostici che davano per sicura da mesi la vittoria di Rea.