
Sicurezza, Lamorgese: gli estremisti sono un'insidia seria
La titolare del Viminale è tornata a parlare anche dei rave party illegali, spiegando di ritenere che ci sia bisogno di un "intervento normativo per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto"

Per Luciana Lamorgese, non si deve mai abbassare la guardia di fronte al "rischio che sparute minoranze di estremisti possano turbare il pacifico svolgimento delle forme di protesta, con l'unico obiettivo di creare disordini" perché rappresentano "insidie serie". Sui rave party illegali, la ministra dell'Interno punta il dito contro le leggi in vigore: serve "un intervento normativo per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto".
Raduni illegali, le ipotesi su cui lavora il ministero Il ministero dell'Interno, annuncia Lamorgese intervistata da "Il Messaggero", sta lavorando "ad un'ipotesi di fattispecie criminosa che consenta di disporre la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari per l'organizzazione dell'intrattenimento e che preveda l'obbligo del ripristino dei luoghi". Su queste ipotesi, aggiunge, "ci sarà un confronto con il ministero della Giustizia".
La ministra ricorda che i raduni illegali non sono una novità del nostro Paese. "Solo nel 2018 - riporta - ci sono stati almeno una cinquantina di raduni clandestini". Di fronte, poi, ai casi di movida violenta, "l'alta concentrazione di pub e di ristoranti in alcune aree urbane - ammette la ministra - non facilita certo le attività di controllo". E ricorda gli sforzi fatti dalle prefetture.
Diritto a manifestare e tutela della salute Sui cortei dei no-pass, la titolare del Viminale afferma che "bisogna coniugare il diritto di manifestare con la tutela della salute pubblica, preservando al contempo i legittimi interessi degli esercizi commerciali in difficoltà".