E' polemica tra i parenti di san Pio e l'avvocato torinese Francesco Traversi, presidente dell'Associazione pro padre Pio. Quest'ultimo aveva detto che la nipote del santo di Pietrelcina, Pia Forgione, aveva diffidato le autorità religiose a procedere alla riesumazione dei resti del frate, annunciata dal delegato per il Santuario del santo, monsignor Domenico D'Ambrosio. I parenti, invece, hanno smentio il legale, dicendo di non essere contrari.
Lo ha annunciato, anche a nome dei sette fratelli, una dei pronipoti di padre Pio, Rachele Pennelli, figlia di Pia Forgione, nipote diretta del santo. ''E' falso - ha detto la donna - che noi discendenti di padre Pio ci opponiamo alla riesumazione. Abbiamo invece esplicitamente chiesto alle autorità religiose, in una lettera inviata nei giorni scorsi, che la nostra famiglia possa essere coinvolta e presente in questo processo''.
''Diffido questo signore - ha concluso Rachele Pennelli - di continuare a parlare a nome nostro, arbitrariamente, perche' non ne ha titolo. Ci riserviamo ogni iniziativa a nostra tutela''.
Di tutt'altro pensiero era stato l'avvocato. "I parenti di san Pio - aveva spiegato Traversi - hanno diffidato monsignor D'Ambrosio, il padre provinciale foggiano e il rettore dei Cappuccini, Aldo Broccato e Francesco Di Leo, nonché il responsabile del convento di San Giovanni Rotondo, padre Carlos Maria Laborde, dal dare corso a iniziative relative alla riesumazione del corpo del loro congiunto padre Pio''.
''Monsignro D'Ambrosio, nella sua qualità di delegato pontificio, senza aver ricevuto alcun mandato specifico - ha sottolineato - si è assunto l'onere, in dispregio ad elementari principi di civiltà, di disattendere la diffida dei congiunti di padre Pio ed ha annunciato alla stampa e alle tv la riesumazione e l'esposizione delle spoglie''.
E ancora: "Con detta manifestazione si è attribuito il titolo onorifico dell'essere il terzo persecutore post mortem di padre Pio''.
''L'Associazione - ha concluso - , unitamente ai congiunti di padre Pio, eserciterà tutte quelle azioni finalizzate ad impedire la profanazione del corpo santo di padre Pio, al fine di preservare il suo corpo da atti di simonia. Monsignor D'Ambrosio non realizzerà il proposito di ricrocifiggere padre Pio con l'esposizione delle sue spoglie. Il corpo di padre Pio rimarrà nella cripta di Santa Maria delle grazie''.